SÌ, CARO RENZI : FARE MEGLIO SI PUÒ, ECCO

 

 

DI CLAUDIA PEPE

 

“Fare meglio di quello che abbiamo fatto noi al Governo non è facile”. Lo ha detto il segretario del Pd, Matteo Renzi, rispondendo a chi gli chiedeva se si ricandida alla guida del Paese. Renzi, quindi, per rimanere alla scuola, sembra voler ricondurre alle 100mila assunzioni attuate con l’approvazione della Buona Scuola, senza però soffermarsi sulle enormi critiche che sono subentrate a seguito delle novità che ha portato la riforma.
In particolare, per avere assunto i docenti precari anche a mille chilometri da casa, oltre che per avere pure introdotto il bonus merito, gli ambiti territoriali, la chiamata diretta, l’allargamento dell’alternanza scuola-lavoro e altro ancora.
Quindi, qualora il Partito Democratico dovesse rimanere al Governo, sarebbe molto improbabile una virata sull’ultima riforma della scuola.
Mentre Renzi parlava, fuori montavano le proteste. “La Puglia che lotta non ti vuole”, c’era scritto su uno degli striscioni di un gruppetto di militanti di Alternativa comunista che nella piazza della cattedrale di Trani, antistante il museo dove si è svolta la presentazione del libro del segretario del Pd Matteo Renzi, hanno manifestato il loro dissenso. (Fonte “La Tecnica della Scuola”).
La “Buona Scuola è stata una disfatta e una perdita per tutto il mondo scolastico.

Esperimenti atomici nella scuola ci sono stati, e ora per liberarla dalle radiazioni ci vorranno anni e anni e le ferite date alla Scuola pubblica sono state mortali. Sembra che il Governo non si accorga del nostro malcontento, delle nostre proteste, del nostro disappunto su una riforma che non include dignità né per noi docenti né per gli studenti. Non possiamo andare avanti con questa vignetta disegnata ad hoc per persone che, credendo all’assunzione di 100.000 precari, pensano che la scuola sia rinata.

No, la scuola, è in prognosi riservata, ha l’ossigeno attaccato ad un polmone artificiale, ha bisogno di trasfusioni e di trapianti urgenti. Ma tutto ciò non importa a chi si ripropone di nuovo alla guida del Paese. No, non vogliono ascoltare, non vogliono capire. Non capiscono il grande errore, che potrà essere per loro, la loro ennesima grande débâcle, dopo il referendum del 4 dicembre. Siamo noi insegnanti che per la prima volta avremo in mano le sorti di un Paese, noi insegnanti che siamo stati sottoposti alla gogna mediatica, al giudizio dei genitori, all’appiattimento della nostra professione. Noi che prenderemo la matita in mano.

E siamo tanti, troppi, a definire questa Riforma un affronto per l’Istruzione italiana. Il nostro governo dovrebbe capire, come un nostro allievo che ha lacune, che quando i consensi si abbattono drasticamente qualche domanda bisogna farsela. Per essere consapevoli, umili e empatici.

Nelle nostre scuole mancano gli insegnanti, mancano insegnati di sostegno, mancano le risorse umane per poter educare i nostri ragazzi. Nelle nostre scuole manca tutto. Tranne i problemi. La chiamata diretta di memoria fascista, la sperimentazione dei licei con un anno in meno, la promozione a tutti alle elementari e alle medie, i finanziamenti alle scuole private, fino all’uso del cellulare per gli alunni in classe e la proposta di togliere un anno alle medie, sono crimini verso i nostri studenti

. Questa sarebbe la “Buona Scuola”, oppure è l’affossamento di una classe di intellettuali a cui impongono dall’alto e senza nessun confronto, una Scuola che non ci rappresenta?

È più importante la Scuola o l’approvazione di un popolo che non conosce la verità?

La verità la conosciamo solo noi insegnanti che con le fasi 0, A, B, C, gli ambiti, la chiamata diretta hanno trasformato l’assunzione in ruolo in un eterno e angosciante precariato. Lo sappiamo noi insegnanti che hanno prodigato assunzioni in cambio della precarizzazione del ruolo.

La Scuola italiana è stata colpita negli ultimi 20/25 anni dai vari governi che si sono succeduti, ma questo del PD le ha dato il colpo di grazia. E le conseguenze le pagheranno i nostri studenti. Ma questo a chi importa? A chi importa di ragazzi costretti all’alternanza scuola- lavoro, a ragazzi che invece di una didattica sana, sono sottoposti a progetti che certo non miglioreranno la loro vita. I nostri ragazzi hanno il grande onore di ricostruire l’Italia dopo loro.

Come faranno con la negazione della loro esistenza? I nostri studenti sono già tagliati fuori dal futuro, dal lavoro, dalle speranze e dai loro sogni. E invece di assistere questa Scuola in fase terminale, il Governo continua a sponsorizzare le Scuole private. Ricordo che stiamo parlando di un governo di sinistra!

Renzi ha ridotto uno dei maggiori partiti in Italia in un deserto. Ha disgregato una massa di elettori storici, uno zoccolo duro, che faceva invidia a tutti. Li ha sparpagliati, li ha dilaniati, li ha disillusi. Ora mi auguro solo che non faccia della Scuola un suo cavallo di battaglia per le prossime elezioni. Perché errare è umano, perseverare è diabolico.

E noi insegnanti la matita la sappiamo usare.