LA CINA SFIDA LE AGENZIE DI RATING, TROPPA MAFIA E POCA ANALISI

DI MICHELE MARSONET

Moody’s e Standard&Poor’s abbassano la valutazione sull’economia cinese e Pechino di arrabbia. Esaminatori da bocciare. Moody’s aveva attribuito un punteggio altissimo alla Lehman Brothers poco prima del suo clamoroso fallimento. Oligopolio mondiale dei giudizi (addirittura il 95%), senza essere né infallibili, né neutrali.

Michele Marsonet sull’economia cinese alla vigilia del 19°congresso del PCC.

Per la seconda volta nello spazio di pochi mesi le agenzie internazionali di rating hanno abbassato il giudizio sul credito sovrano della Cina. Prima l’ha fatto Moody’s e ora tocca a Standard&Poor’s, che lo porta da AA- a A+ (si noti che allo stesso tempo è saltata la tripla A di Hong Kong). In Italia ci siamo abituati, ma la reazione Pechino è stata molto dura. E, infatti, la quotazione dello yuan ne ha subito risentito.
In sostanza, hanno affermato le autorità finanziarie della Repubblica Popolare, le agenzie sbagliano di grosso poiché il loro giudizio non tiene conto che la crescita dell’economia cinese è ricominciata dopo un periodo di relativa stagnazione, tanto che nel 2017 si è registrato un +6,9% rispetto all’anno passato (una percentuale addirittura impensabile in Occidente), e le prospettive appaiono quindi assai favorevoli.

La motivazione ufficiale del downgrade risiede nella preoccupazione che l’aumento del debito sovrano del colosso asiatico finisca per andare fuori controllo, innescando bolle finanziarie che in Europa e Stati Uniti sono ben conosciute. La Cina, tuttavia, continua a seguire questa strada giacché ha bisogno degli incentivi alimentati dal credito per conseguire gli obiettivi ufficiali di crescita che il governo (leggasi il partito comunista) si è posto.
Le considerazioni da fare sono essenzialmente due. La prima, già avanzata da numerosi analisti occidentali, è che le agenzie commettono spesso clamorosi errori. Moody’s, per esempio, aveva attribuito un punteggio altissimo alla Lehman Brothers poco prima del suo clamoroso fallimento, che poi diede il via alla più grave recessione finanziaria del dopoguerra. Sono tutt’altro che infallibili queste agenzie, eppure continuano a godere di un’incredibile onnipotenza: i loro giudizi sono spesso in grado di mettere in ginocchio intere nazioni.

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