OFFRE LA FIGLIA DISABILE PER GIOCHI SESSUALI

DI CORRADO GIUSTINIANI

La notizia è la seguente. Un italiano davvero “galantuomo” offre sua figlia, minore e disabile, per giochi sessuali. In cambio, però, chiede all’utilizzatore di avere un rapporto omosessuale con lui. La proposta viene fatta a un richiedente asilo che, lo sapete bene, in quanto tale è uno sfaccendato e a volte un violentatore. Il profugo, un nigeriano che vive o per meglio dire sopravvive a Roma, nella tendopoli di via Ramazzini, pulisce le strade davanti a un supermercato, ed è scappato dal suo Paese in cui gli hanno ammazzato padre, madre e fratello, accetta l’incontro ma, prima dell’appuntamento, lui che in Nigeria faceva il detective, va a denunciare il tutto alla Polizia del quartiere Monteverde.

Arriva il suv con l’uomo e la figlia, il rifugiato sale a bordo e digita alla polizia, che lo segue, le proposte dell’uomo. Gli agenti allora irrompono e lo arrestano, trovando nel portabagli video di violenza collettiva a quella povera ragazza, nei quali è coinvolto anche il padre.

Non ho visto sulla prima pagina del Corriere della Sera un corsivo di Massimo Gramellini su questo tema. Che sarebbe stato riparatore, perché il 29 agosto l’insigne collega aveva preso spunto per la sua rubrica “Il Caffé” non da un fatto di cronaca ma nientemeno che da una semplice quanto scellerata opinione espressa su FB da un mediatore culturale, secondo il quale quando inizia il rapporto sessuale la donna violentata poi si calma. C’è sempre tempo per raddrizzare il tiro, naturalmente. In Cronaca di Roma Il Corriere ha messo una notiziola invisibile a una colonna, di sei o sette righe, il cui titolo è “Offre figlia minorenne per fare sesso: arrestato” tacendo i meriti di chi ha denunciato.

Ne ha parlato invece con evidenza la Cronaca di Repubblica, con un bell’articolo di Maria Elena Vincenzi. Non viene dato il nome di quel padre degenere (sicuramente, sarà stato per proteggere la minore). Al richiedente asilo è attribuito invece un nome di fantasia, Dabir, e si confida che possa ottenere ora un permesso umanitario. Provate a immaginare come molti media avrebbero dato la notizia a parti invertire: le generalità del rifugiato, perverso sfruttatore, sbattutte nei titoli di alcuni telegiornali, richiami in prima pagina di vari quotidiani, con commenti di Salvini, Grillo e la Meloni. E l’interesse della minore? Ma chissenefrega di quella extracomunitaria: adesso arrivano da noi pure malati e handicappati, avrebbe scritto qualche penna d’oro della nostra stampa democratica, garantista, e molto attenta che i fatti siano sempre ben separati dalle opinioni.

A proposito, ieri orecchiavo un programma tv, di quelli con famiglie che fanno casino e poi un giudice dà ragione all’una o all’altra. C’era un padre di una ragazza minore omosessuale deciso a raddrizzarla, a farle entrare bene in testa che le donne debbono innamorarsi solo degli uomini, e incavolato con la madre di un’altra ragazza che aveva accolto in casa la povera protagonista, in cerca evidentemente di rifugio. E c’era in studio la giovane gay, con i suoi occhiali da vista e l’aria sperduta. Credo che fosse il programma di Barbara Palombelli e questo mi dispiace molto. Mia moglie mi tranquillizzava: “Ma guarda che quelle sono tutte storie finte, con finti protagonisti” mi ripeteva. Finti o no, la rappresentazione in carne e ossa di una minore gay in un programma non dichiarato come fiction, è contro la Carta di Treviso, che tutela bambini e adolescenti.

Spiego infine la didascalia della foto che vedete. Queste borse, nonché il portabottiglie, le abbiamo regalate agli ospiti del Trevignano FilmFest, e hanno avuto uno straordinario successo. Sono fatte di plastica riciclata, con intarsi di Pagine Gialle. Le hanno prodotte i rifugiati della Onlus “Refugee scart”, con la quale collaboriamo da sei anni. Da quando cioè, è nata la nostra rassegna.