VOTO TEDESCO: LO SMANTELLAMENTO DELLO STATO SOCIALE FA VINCERE LA DESTRA

DI MICHELE PIZZOLATO

La Merkel e la SPD, il partito della nazione tedesco, crollano. Ed è una buona notizia per chi ritiene che in democrazia gli errori si devono pagare. I socialdemocratici continuano a pagare – giustamente e duramente – la svolta a destra di Shroeder, il modello di Renzi. Pagano la assoluta incapacità di distinguersi dalla destra popolare della Merkel e il deficit di classe dirigente. E’ quello che vediamo in Italia: un partito della nazione – PD e FI – il cui motore conservatore è nell’assoluta indistinguibilità del PD renziano e di FI Berlusconiana.

La Germania dice chiaramente che le politiche economico sociali dell’Europa portano politicamente a destra. Le politiche di austerità, di smantellamento dello stato sociale, i jobs act, portano l’Europa, sempre più pericolosamente, a destra. Il segnale di AFD non arriva dal basso della scala sociale, ma, come tutti i segnali dell’estrema destra, arriva dall’alto, dalle classi più forti. Classi che stanno sempre più riuscendo nel loro messaggio di spostare la rabbia del povero convogliandola verso il più povero – l’immigrato – per tornare, dopo la crisi, alle politiche di deregolamentazione selvaggia.

Di fronte a questo non può non sfuggire il tentativo, democratico, del M5S in Italia di intercettare lo scontento popolare da sinistra, destro e centro ed indirizzarlo verso una classe politica del partito della nazione italiano, le cui politiche ci hanno portato dove siamo: classe politica che il M5S vuole mandare a casa. Un tentativo che fa da argine democratico e popolare alla una destra in ripresa anche in Italia, anche se a nessuno sfugge che la Lega ha governato questo paese, non è nulla di nuovo.

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