HAFTAR DALLA CIRENAICA A ROMA, INCONTRI CON MINISTRI E SPIE

DI ENNIO REMONDINO

Il comandante dell’esercito nazionale libico, Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica, a Roma da ieri pomeriggio. Segreto assoluto per la sua sicurezza, e non soltanto. Probabile aereo Aise, servizi segreti, probabile residenza protetta, e oggi incontri quasi certamente a Forte Braschi, in casa dei servizi segreti, con i ministri Minniti e Pinotti.
Marco Minniti aveva già incontrato il generale a inizio settembre a Bengasi. Tra i temi ufficiali rivelati, l’impegno militare italiano in Libia, il contrasto ai flussi migratori illegali e possibili vie per la stabilizzazione del Paese

Molto segreto e un po’ di depistaggio, per far sapere soltanto quello che conviene. Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica, a Roma da ieri pomeriggio, ed è questione di massima sicurezza. Un po’ per evitare la catastrofe di un eventuale attentato, un po’ per non dare troppo rilievo politico al fatto, col rischio di offendere altri interlocutori libici suoi avversari, a partite del premier di Tripoli Al Sarraj.
Oggi a Roma dunque la seconda puntata dell’asse Roma-Tobruk, un rapporto curato occultamente ma con sistematicità dai nostri servizi segreti che -vantano le fonti governative- ha già portato alla limitazione del flusso migratorio dalla Libia all’Italia. Quindi anche il generale Haftar e non solo le milizia di Sabratah, tra le azioni di contenimento dei flussi migratori.

Pianificare al meglio l’impegno militare italiano in Libia, scrive il Messaggero, e stringere un patto per la protezione delle strutture Eni. I segreti si svelano come si può, e le certezze non esistono. Le indiscrezioni arrivano dal quotidiano panarabo edito a Londra da Arab al Jadid, secondo cui l’Italia potrebbe chiedere ad Haftar di «proteggere gli impianti di Mellitah, operati da Eni in joint-venture con la statale libica Noc».
Fonti londinesi come spesso accade e si ripete sulle questioni italiane in Libia, vedi le rivelazioni su trattative e/o pagamenti per la questione migranti. Non esattamente gesti di cortesia nel mondo dei segreti.

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