LIONE: FRANCIA E ITALIA FIRMANO L’ACCORDO SUI CANTIERI NAVALI “STX” DI SAINT NAZAIRE

DI MARISA CORAZZOL

(nostra corrispondente da Parigi)

 

Emmanuel Macron ha accolto questo pomeriggio il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni al “Musée des Confluences” di Lione, in presenza di diversi italiani e francesi. Insieme, hanno visitato l’esposizione « Lumière ! le cinéma inventé » prima di recarsi alla Prefettura per gli accordi bilaterali nel quadro del 34esimo summit franco-italiano che vede in prima fila il “dossier” sui cantieri navali “STX” di Saint-Nazaire, in Normandia.

L’incontro organizzato a Lione ha sortito un accordo fra i due Paesi che soddisfa le aspettative dei due azionari (Italia e Francia) e che, secondo l’ Eliseo, hanno raggiunto l’accordo tanto agognato per spartirsi il capitale di “STX”. Tuttavia, il costruttore italiano “Fincantieri”, che otterrà il 50% del capitale dei cantieri navali “STX” di Saint-Nazaire, si assumerà anche la responsabilità della guida operativa della Società.

Da parte sua, lo Stato francese controllerà il 34,44% del capitale e “Naval Group” il 10%, affiancati da partner locali, fra i quali il tessuto industriale circostante e rispettivi dipendenti.
Ma soprattutto, al fine di rendere possibile tutta l’operazione, lo Stato francese presterà dei Titoli fianziari all’altezza dell’ 1% a Fincantieri, che potranno essere ripresi dopo 2, 5, 8 o 12 anni se il costruttore navale italiano non dovesse rispettare tutti gli impegni sottoscritti, per esempio in materia di salvaguardia dei posti di lavoro, di “governance”, di ricerca e sviluppo, e così via.

UN PRESTITO SOTTO “TUTELA”
Il prestito concesso dalla Francia, si legge sugli atti, “prevede appuntamenti regolari tra francesi e italiani nel corso di questo periodo. Ogni volta, i due partner esamineranno lo stato di salute della loro azienda comune nonché il rispetto degli impegni assunti da entrambe le parti. Se le promesse non saranno mantenute la Francia potrà recuperare il prezioso 1% e ritirare a Fincantieri il suo ruolo predominante”.

Se, tuttavia, la Francia dovesse riprendersi indietro i suoi titoli, una volta giunti a scadenza, Fincantieri potrebbe allora uscire dal capitale dei cantieri STX a beneficio dello Stato francese.
Il compromesso raggiunto dopo mesi di lunghe ed estenuanti trattative, secondo quanto scrive “Le Monde”, sortirebbe dai “lumi” di Emmanuel Macron, ricco com’è della sua esperienza presso la Banca d’Affari Rotschild. Quanto all’Italia, rappresentata da Paolo Gentiloni, non ha esitato a firmare l’intesa, avendo chiara la prospettiva che allo scadere del termine ultimo dei 12 anni previsti, il prestito concesso dell’1% diventerà interamente italiano.

Il vantaggio da parte italiana sta altresì nel poter contare su quattro consiglieri di amministrazione. Tanti quanti ne avranno i francesi. L’amministratore delegato sarà italiano, come lo sarà il suo presidente il cui voto in “CDA” vale sempre il doppio e che pertanto, nelle more del “casting vote”, in caso di parità fra i consiglieri, darà il vantaggio alla parte italiana.
D’altra parte, se Fincantieri dovesse essere costretta dai francesi a restituire l’1% in prestito – avrà altresì il diritto di trasferire alla Francia anche il suo 50%, con successivo, immediato grave perdita per le casse transalpine. Per questa ragione, l’azienda italiana, il Tesoro e il Mise considerano l’intesa raggiunta oggi a Lione molto più soddisfacente di quella siglata in passato con l’ex presidente francese Hollande il quale intendeva concedere a Fincantieri solo il 48% delle azioni, mentre il 3% sarebbe finito in portafoglio ad una Fondazione finanziaria italiana.

In merito alle azioni francesi, ognuna sarà ripartita tra lo Stato transalpino al 34,4%, il gruppo pubblico militare Naval Group al 10%, i dipendenti dei cantieri di Saint-Nazare al 2% e le imprese locali al 3,6%. Per la parte francese, il nuovo consiglio di amministrazione di Stx verrà nominata per due amministratori dallo Stato francese, uno da “Naval Group” e uno dai lavoratori. Da fonti dell’Eliseo si è appreso che Laurent Castaing sarà confermato come presidente e direttore generale.

ACCORDI ANCHE SUL FRONTE MILITARE
In contemporanea all’accordo sulle navi civili, si è inoltre istituito un gruppo di lavoro per trovare un’intesa anche sul fronte militare di cui faranno parte sia i rappresentanti del governo che i capi azienda di Fincantieri e di Naval Group con il dichiarato obiettivo di creare un raggruppamento all’altezza di concorrere su tutte le principali commesse delle marine militari.

Sin d’ora, Fincantieri e Naval Group – che potranno anche concludere scambi azionari incrociati – concorreranno sui mercati internazionali congiungendo le loro rispettive offerte, seppellendo così la concorrenza fra i due nuovi alleati. In parallelo all’accordo sulle navi civili,prende forma anche un gruppo di lavoro per arrivare all’intesa sul fronte militare. Ne faranno parte rappresentanti del governo e i capi di Fincantieri e di Naval Group con l’obiettivo dichiarato di dar vita a un raggruppamento in grado di concorrere su tutte le principali commesse delle marine militari. Da subito, quindi, Fincantieri e Naval Group, che potranno anche arrivare a scambi azionari incrociati, concorreranno con offerte congiunte, e non piu’ da concorrenti, nelle gare internazionali. Alla fine di questo percorso, come auspicato da Macron e Gentiloni, si potrà dar vita un soggetto operativo su tutte le navi di superficie, sia civili che militari. Progetto che in futuro potrebbe essere allargato ad altri Paesi dell’ Unione europea.

LA POSIZIONE DI “NAVAL GROUP”
Il numero uno di Naval Group, Hervé Guillou, auspica che le società coinvolte – francese e italiana – “scambino 10% delle loro azioni, mettano in comune una parte della loro ricerca, presentino offerte comuni sui mercati stranieri e procedano insieme a delle acquisizioni”. “Sbloccata la vicenda Stx si potrà procedere a studiare la costruzione di un campione mondiale del settore navale, civile e militare, attraverso una partnership paritetica tra Italia e Francia”, dicono dai ministeri italiani interessati. “I pianeti si sono allineati, approfittiamone”, affermano fonti di Naval Group citate da “Le Monde”.

Come nei “desiderata” di Emmanuel Macron e di Paolo Gentiloni, alla fine di questo comune accordo si potrà quindi individuare un soggetto operativo su tutte le navi di superficie, sia civili che militari. Come a voler intraprendere una sorta di “primo passo” in direzione di un “Airbus dei mari” che un domani potrebbe anche essere esteso ad altri Paesi europei.

Hervé Guillou, il numero uno di Naval Group, dal canto suo propone che le società coinvolte – francese e italiana – “scambino 10% delle loro azioni, mettano in comune una parte della loro ricerca, presentino offerte comuni sui mercati stranieri e procedano insieme a delle acquisizioni”. “Sbloccata la vicenda Stx si potrà procedere a studiare la costruzione di un campione mondiale del settore navale, civile e militare, attraverso una partnership paritetica tra Italia e Francia”, dicono dai ministeri italiani interessati. “I pianeti si sono allineati, approfittiamone”, affermano fonti di Naval Group citate da “Le Monde”.

ALTRE QUESTIONI DA DIRIMERE
La questione dei cantieri non è l’unica ad essere vagliata durante il vertice di Lione tra Italia e Francia, dovendo anche affrontare quella che riguarda il controllo di Vivendi su Telecom Italia e financo la scalata di Bollorè su Mediaset. Temi “caldi” per Macron, come per Gentiloni.

La questione dei cantieri è pertanto soltanto una delle molte altre presenti sul tavolo del vertice di Lione tra Italia e Francia. Si tratta di rivedere in profondità per esempio il controllo di Vivendi su Telecom Italia e la scalata di Bollorè su Mediaset.

I PUNTI CALDI DEL VERTICE FRA GENTILONI E MACRON
TELECOM-VIVENDI: Soltanto domani – una volta chiusa ” la battaglia navale” sui cantieri – l’unità di crisi di Palazzo Chigi deciderà se non sia il caso di contestare al colosso francese dei media “Vivendi” la mancata comunicazione della conquista di Telecom Italia. La legge 56 del 2012 – questa l’ipotesi accusatoria – imponeva la notifica al governo italiano, una volta raggiunto il controllo di fatto di Telecom. A quel punto, Vivendi avrà 90 giorni di tempo per giustificare la sua condotta. Un’eventuale sanzione sarà decisa – dal governo italiano – entro fine anno. Se si calcola il fatturato di Vivendi e Telecom, la multa sfiorerà i 300 milioni di euro. Ma i francesi sperano che l’ammenda venga calcolata sui mini-fatturati di Sparkle e Telsy (sono le due società proprietà di Telecom che Palazzo Chigi considera strategiche per la difesa nazionale). L’importo, in questa seconda ipotesi, sarebbe molto più basso. Dentro i consigli di amministrazione di Sparkle e Telsy, il governo potrebbe imporre la presenza di membri italiani, nominati probabilmente dal Garante delle Comunicazioni (l’AgCom).

MEDIASET-VIVENDI. Sempre Vivendi è chiamata dal Garante per le Comunicazioni a scegliere fra Tim e Mediaset, di cui ha il 28,8% delle azioni e il 29,9 per cento dei diritti di voto. In attesa che i francesi di Vivendi decidano la loro strategia di disimpegno, l’AgCom ha alzato una prima barriera. Ha ottenuto che Vivendi affidasse a un soggetto indipendente almeno il 19,19 per cento delle azioni e almeno il 19,95 per cento dei diritti di voto. Il quotidiano francese Le Monde sostiene che il ritorno sulla scena politica di Silvio Berlusconi, “deciso a proteggere Mediaset dagli appetiti di Vincent Bolloré”, può complicare l’avventura italiana di Vivendi.

ALENIA-ARIANSPACE. L’ultimo dossier sul tavolo riguarda infine l’accordo in ambito spaziale che firmeranno Thales Alenia Space Italia e Arianspace. Il contratto regola la messa in orbita – con i lanciatori Vega C (Avio) e Soyuz – di due satelliti italiani (Cosmo-SkyMed), realizzati da Thales Alenia Space. Cosmo è un sistema avanzato di osservazione della Terra dallo spazio. Tra le altre cose, permette di vedere sia di notte che di giorno, in ogni condizione climatica, i disastri provocati da terremoti, alluvioni, uragani e frane. Consente anche di osservare i confini, e pertanto lo sbarco di migranti. Thales Alenia Space è capocommessa e responsabile dell’intero sistema.

TELECOM-VIVENDI. Conclusa la “battaglia navale” sui cantieri di Saint-Nazaire, come riporta “Repubblica”, “già da domani l’unità di crisi di Palazzo Chigi deciderà se non sia il caso di contestare al colosso francese dei media Vivendi la mancata comunicazione della conquista di Telecom Italia. La legge 56 del 2012 – questa l’ipotesi accusatoria – imponeva infatti la notifica al governo italiano, una volta raggiunto il controllo di fatto di Telecom. A quel punto, Vivendi avrà 90 giorni di tempo per giustificare la sua condotta. Un’eventuale sanzione sarà decisa – dal nostro governo – solo a fine anno.

Se calcolata sul fatturato di Vivendi e Telecom, la multa sfiorerà i 300 milioni di euro. Ma i francesi sperano che l’ammenda venga calcolata sui mini-fatturati di Sparkle e Telsy (sono le due società proprietà di Telecom che Palazzo Chigi considera strategiche per la difesa nazionale). L’importo, in questa seconda ipotesi, sarebbe molto più basso. Dentro i consigli di amministrazione di Sparkle e Telsy, il governo potrebbe imporre la presenza di membri italiani, nominati probabilmente dal Garante delle Comunicazioni (l’AgCom).

MEDIASET-VIVENDI. Sempre Vivendi è chiamata dal Garante per le Comunicazioni a scegliere fra Tim e Mediaset, di cui ha il 28,8% delle azioni e il 29,9 per cento dei diritti di voto. In attesa che i francesi di Vivendi decidano la loro strategia di disimpegno, l’AgCom ha alzato una prima barriera. Ha ottenuto che Vivendi affidasse a un soggetto indipendente almeno il 19,19 per cento delle azioni e almeno il 19,95 per cento dei diritti di voto. Il quotidiano francese Le Monde sostiene che il ritorno sulla scena politica di Silvio Berlusconi, “deciso a proteggere Mediaset dagli appetiti di Vincent Bolloré”, può complicare l’avventura italiana di Vivendi.

ALENIA-ARIANSPACE. L’ultimo dossier sul tavolo riguarda infine l’accordo in ambito spaziale che firmeranno Thales Alenia Space Italia e Arianspace. Il contratto regola la messa in orbita – con i lanciatori Vega C (Avio) e Soyuz – di due satelliti italiani (Cosmo-SkyMed), realizzati da Thales Alenia Space. Cosmo è un sistema avanzato di osservazione della Terra dallo spazio. Tra le altre cose, permette di vedere sia di notte che di giorno, in ogni condizione climatica, i disastri provocati da terremoti, alluvioni, uragani e frane. Consente anche di osservare i confini, e pertanto lo sbarco di migranti. Thales Alenia Space è capocommessa e responsabile dell’intero sistema”.

ALTA VELOCITA’ LIONE – TORINO
Emmanuel Macron ha infine confermato la volontà del governo francese di sostenere il progetto di collegamento ferroviario Lione-Torino: “Siamo assolutamente impegnati in merito alla sezione transfrontaliera del Lione-Torino. Vogliamo riuscirci. Un gruppo di lavoro sarà organizzato al fine di esperire tutte le possibilità di interconnessione oltre il tunnel, con un modello di mobilità contemporaneo ed ecologico, visto che l’attuale modello è nato 20 anni fa e pertanto è già superato”.

La giornata lionese di Macron, Gentiloni e dei loro rispettivi Ministri al seguito si è conclusa con una cena di lavoro in un ristorante pluristellato , sulla collina di Fourvière che domina la “capitale des gaules”, da dove Macron ha lanciato: “Oggi si può anche far credere ai lionesi che Lione è la capitale di Francia”.