SEREGNO, PROFONDO NORD. LA NDRANGHETA COMANDA IN LOMBARDIA, MA SALVINI STAVOLTA TACE

DI LUCIO GIORDANO

C’è una foto ironica  che gira in queste ore sul web. E rende perfettamente l’idea della situazione che sta vivendo il segretario della Lega Nord Matteo Salvini: “Arrestato il sindaco di Seregno Edoardo Mazza, ma stavolta la connessione di salvini  non funziona”. Questa la didascalia. Nell’immagine si vedono invece Mazza e Salvini allegri e sorridenti. Plastico  il silenzio e l’imbarazzo  del capo della lega nord: stavolta niente twitter, niente frasi ridondanti. Silenzio. Di tomba. C’è da crederci, perchè le accuse che hanno fatto scattare le manette al sindaco berlusconiano di Forza Italia, appoggiato incondizionatamente in campagna elettorale dalla Lega Nord,  raccontano di legami con la Ndrangheta.

In pratica, secondo le intercettazioni, Mazza avrebbe ottenuto  voti  per la sua elezione a sindaco di Seregno, in cambio di concessioni edilizie per costruire un supermercato, attraverso un imprenditore edile che manteneva rapporti con Antonino Lugarà. Che, sempre a dar retta alle indagini in corso,  avrebbe avuto un filo diretto con il capo cosca della Ndrangheta Nicola Morabito, nipote del celebre Giuseppe Morabito, detto U tiradrittu ( chissà poi, perchè). “Se ti chiedono un favore non puoi dire di no”, è la frase che circola con più insistenza in queste ore, in Brianza.  E che conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, delle pesantissime infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto sociale del profondo nord. Lungo l’elenco delle accuse. Si va dall’estorsione, alla corruzione, dal porto d’armi abusivo al traffico di sostanze stupefacenti. 

Lugarà, ora in carcere insieme ad altre 23 persone, oltre a costruire, organizzava anche  incontri pubblici con alcuni esponenti di Forza Italia, come Mario Mantovani . Indagato. Insomma, sempre attendendo i tre sacrosanti  gradi di giudizio che si devono a tutti, appare però  in controluce la conferma che la criminalità organizzata comandi, e anche in maniera decisa, sulla ricca o quantomeno benestante Brianza. Immagine offuscata, poche storie. A tal punto che, ieri sera, gli imbufaliti  abitanti di Seregno  sono scesi in piazza organizzando un sit in davanti al comune, per prendere le distanze da quel che sta accadendo in città  e non essere accomunati con il malaffare. Una reazione bella, forse tardiva, che però non cambia l’ordine delle cose.

Stavolta Salvini non invoca le ruspe. Anche se dovrebbe farlo, eccome, visto che la malavita distrugge da sempre la civile convivenza degli Italiani. Tace anche Berlusconi al cui partito appartengono alcuni degli arrestati.

Beffardo infine, alla luce dei fatti,  il profilo di Mazza su facebook, il quale ha già detto che spiegherà la sua estraneità alla vicenda, cosa che non può che farci piacere, naturalmente. Il sindaco di Seregno, arrestato ieri e ora ai domiciliari, è stato sempre molto attivo sui social network. All’epoca dello stupro di Rimini si era fatto fotografare con un paio di forbici in mano, chiedendo in pratica di tagliare gli zebedei agli stupratori. In passato, con una ordinanza che aveva fatto scalpore,  era andato  anche  contro  chi chiede l’elemosina, esortando i suoi concittadini a non dare soldi  agli accattoni,  per non alimentare un business criminale. E sempre su Facebook, presentandosi in vista dell’elezione a sindaco aveva sottolineato il valore della famiglia. Una frase sulla quale  , oggi ,sono in molti ad ironizzare.

L'immagine può contenere: 12 persone, persone che sorridono, selfie, barba e primo piano

Matteo Salvini e Edoardo Mazza