JEREMY CORBYN: SOCIALISMO DI PROTESTA E DI GOVERNO CONTRO DISEGUAGLIANZE

DI CARLO PATRIGNANI

La parola vitale del nostro Socialismo del XXI secolo di protesta e di governo c’è, è ‘noi’. E insieme ‘noi’ possiamo creare un paese che funzioni per molti e non per pochi: ‘noi’ siamo pronti a affrontare le diseguaglianze, causate dal neoliberismo, e che minacciano la convivenza civile.

E’ l’impegno e la promessa che il 67enne Jeremy Corbyn ha prima lanciato al popolo inglese a conclusione del trionfante congresso del Labour Party sulle note di Red flag, e poi ribadito in una lettera dall’accattivante incipit: il prossimo governo trasformerà la Gran Bretagna e dall’inequivocabile finale: unisciti a noi oggi, per essere parte di ‘noi’.

Dato per perdente e visionario, Corbyn ha, con coraggio e tenacia, mantenuto la barra dritta del socialismo progressita e di sinistra  che puo’  diventare vincente, mettendo fine alla terza via neoliberista dell’ex-leader del Labour Party, Tony Blair e guadagnandosi i larghissimi consensi  dei giovani, delle donne e dei ceti più deboli.

Ora l’obiettivo è conquistare il centro, dove, secondo un certo mantra si vincono le elezioni: sono d’accordo anch’io. Ma il centro di gravità politico di una nazione non è inamovibile e certamente non rimane per sempre dove vorrebbe l’establishment. Si muove con i bisogni e le aspettative della gente. Di certo non è nello stesso punto in cui era 20-30 anni fa. Il grande crollo finanziario del 2008 e il decennio di austerità che vi ha fatto seguito lo hanno spostato. Oggi il centro è rappresentato dalla speranza di qualcosa di meglio e qualcosa di diverso.

E quel qualcosa di meglio e di diverso, insieme possiamo creare un paese che funziona per i molti, e non per i pochi, sta, per Corbyn, in un nuovo modo di fare politica, lo aveva promesso due anni fa: il potere non circoscritto e ristretto al parlamento di Westminster ma diffuso e distribuito in basso, alle comunità e ai cittadini.

Forte dei consensi avuti anche di recente, alle elezioni di giugno scorso quando abbiamo registrato il più grande aumento di voti dal 1945 e il miglior risultato in una generazione, Corbyn ha presso nettamente le distanze dalla politica di Donald Trump, il presidente degli Usa, paese alleato: la via che hai imboccato è la via sbagliata e ha ammonito a non dare la colpa dei mali della nostra società, agli immigrati, a non farne un capro espiatorio e soprattutto a non cedere al razzismo.

Insomma, è dall’Inghilterra, da un saggio vecchietto di 67 anni, che arriva – alla luce dei disatrati elettoriali in Francia e Germania  rispettivamente del Psf e della Spd – la smentita dell’impossibilità di una sinistra di protesta e di governo: siamo una forza potente e appassionata per ‘il bene comune’ e stiamo accogliendo sempre nuovi membri: unisciti a noi oggi per essere parte di noi.