SPAGNA-CATALOGNA ORA RISCHIO VERO, POLIZIA LOCALE A CHI OBBEDISCE?

DI ENNIO REMONDINO

In Catalogna ora è scontro tra le forze dell’ordine. Gravi rischi istituzionali per la Spagna. I ‘Mossos d’Esquadra’, la polizia regionale catalana rifiutano l’ordine di circondare i seggi: “Si mette a repentaglio la sicurezza”.
Sbarcano in Catalogna di migliaia di poliziotti, due terzi dei reparti di tutta la penisola mandati a Barcellona e dintorni.

Quasi ammutinamento. La questione catalana sta provocando un inquietante scontro tra forze di polizia. Da una parte le forze dell’ordine nazionali mobilitate da tutto il Paese schierate a contrasto al referendum di domenica prossima. Dall’altra i Mossos d’Esquadra, gli agenti della Comunità autonoma, alle prese con un dilemma drammatico: eseguire gli ordini della magistratura, loro che sono agenti di polizia giudiziaria, o restare fedeli al governo della Catalogna.
Legalmente senza scappatoie, ora spuntano i cavilli. Ma sempre con fantasma dell’ammutinamento alle spalle.

L’ultima polemica sull’ordine della la magistratura: i Mossos devono recintare i seggi già dal sabato e impedire che si voti in strada in un raggio di 100 metri dalle scuole. Ordine chiaro, e tu con le stellette dello Stato devi soltanto obbedire. La risposta della polizia di Barcellona è stata, per così dire, ‘prudente’. «Così si mette a repentaglio l’ordine pubblico».
Io non disobbedisco, ma ti avverto che eseguendo quell’ordine esploderebbero disordini gravi che io, forza di polizia incaricata dell’ordine pubblico, devo prima di tutto evitare. Disobbedirò per esigenze di forza maggiore.
Strategia chiara e preannunciata dai Mossos stessi via tweet (mica solo Trump).

Dopo una riunione di coordinamento fra polizia regionale, Guardia Civil e Policia Nacional spagnole i Mossos hanno avvertito Madrid che «l’applicazione delle istruzioni non esime dalla responsabilità professionale di considerare che la loro attuazione può comportare conseguenze non desiderate». Rischi di fratture istituzionali tra pezzi dello Stato, oltre a quelle politiche già avvenute. Ma restano contrapposte linee dure.
Sbarcano in Catalogna di migliaia di poliziotti, due terzi dei reparti di tutta la penisola mandati a Barcellona e dintorni. Il responsabile degli Interni della Generalitat, Joaquim Forn, denuncia l’assedio: «Vogliono provocare manifestazioni tumultuose e non pacifiche. La polizia viene con quella volontà, è evidente e lo vediamo ogni giorno».

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