EUROPA LEAGUE. PAZZO MILAN: SI FA RAGGIUNGERE DAL RIJEKA, POI VINCE CON IL SOLITO CUTRONE

DI VANNI PUZZOLO

I rossoneri, in vantaggio 2-0 fino all’84’ (André Silva e Musacchio), vengono ripresi sul 2-2 al 90′ prima della zampata del giovane centravanti predestinato.

Nel secondo match della fase a gironi d’Europa League, il Milan vince all’ultimo respiro contro il Rijeka e si conferma in vetta al Gruppo D con sei punti.
A San Siro finisce 3-2 per i rossoneri, che volano sul 2-0 grazie ad André Silva e Musacchio ma poi vengono momentaneamente ripresi dai croati con un finale suicida. Acosty accorcia all’84’, Elez infila il 2-2 su rigore al 90′. Al 94′, però, Cutrone non perdona sotto porta.

L’analisi

Un altro passo indietro, più che un passo in avanti.
Montella riparte dopo le polemiche post-Sampdoria, ma il successo contro il Rijeka è soltanto una boccata d’ossigeno che non maschera i diversi problemi di un Milan in costruzione.
Avanti 2-0 e in totale controllo contro i croati – che dal gol di Musacchio (53′) smettono sostanzialmente di giocare per mezz’ora – i rossoneri mollano nel finale e vengono incredibilmente ripresi da Acosty (errore di Bonucci all’84’) ed Elez (rigore al 90′, ingenuità di Romagnoli) .
Una follia, un harakiri evitato solamente dalla zampata di Cutrone a pochi secondi dal gong.
Un calo che evidenzia nuovamente i limiti (soprattutto) fisici e mentali di un gruppo che deve ancora diventare squadra.

Già in avvio, nonostante il trio difensivo Musacchio-Bonucci-Romagnoli -, è chiaro come dietro ci siano parecchie situazioni da sistemare.
Il Milan infatti trova il vantaggio al 14′, ma diverse volte si fa sorprendere e soltanto gli errori degli ospiti evitano guai a Donnarumma.
La manovra è lenta, Locatelli viene controllato con attenzione mentre Kessie va col freno a mano.
Così è soprattutto da sinistra che nascono le azioni più interessanti, grazie alla qualità di Calhanoglu e al dinamismo di Borini.
Niente di eccezionale in ogni caso, perché, al di là del gol del portoghese, i rossoneri faticano a pungere dalle parti di Sluga.

Il raddoppio di Musacchio in avvio di ripresa (destro da pochi passi sugli sviluppi di un corner) è l’episodio che pare congelare definitivamente la gara, visto che il Rijeka smette in quell’istante di rincorrere il Milan e per mezz’ora si assiste a un noioso giro-palla rossonero, alternato comunque da numerosi errori da entrambe le parti, e con il Milan già con la testa alla Roma .
Ma quando la pratica sembra ormai archiviata, ecco l’improvvisa sgasata di Acosty (ex Fiorentina, Chievo, Modena, Latina, Crotone) che sorprende Bonucci: il centrocampista si invola contro Donnarumma ed è fortunato nel rimpallo favorevole che vale il 2-1 all’84.
La paura riempie le teste dei rossoneri, che infatti poco dopo vengono ripresi dal rigore di Elez (90′) in seguito a un fallo di Romagnoli su Crnic.
Il gelo avvolge gli spalti di San Siro, che però può esplodere di nuovo grazie al più giovane.
Il più affamato.
Patrick Cutrone, che al minuto 94 scatta sul filo del fuorigioco per arrivare in tempo sul lancio di Borini: tocco astuto, di sinistro, che beffa Sluga per il 3-2 definitivo. Ma Montella è sempre di più sotto la lente di ingrandimento e l’esonero di Ancelotti, non è, per lui, una buona notizia.