LA DEMOCRAZIA NON E’ LA DITTATURA DELLA MAGGIORANZA

DI GERARDO D’AMICO

Ci sono concetti che ci appaiono di uso comune, e quindi li stiracchiamo a nostro piacimento senza realmente capire ( nella migliore delle ipotesi, escludendo la malafede) come siano nati, cosa rappresentino, quale sia la loro essenza e sostanza.

Uno di questi, particolarmente abusato, è “democrazia”.

Trovi sempre il novax che pretende di infettare gli altri, in 4 casi in Italia sono riusciti anche ad uccidere altrettante persone indifese passandogli il morbillo, in nome della “libertà di scelta” che ovviamente sarebbe garantita dalla democrazia.

Come trovi la giunta di destra che si rifiuta di intitolare il liceo cittadino ad un gigante della cultura, Umberto Eco, perché in vita il professore aveva indicato nel razzismo, nel populismo, nell’ignoranza il cancro multiforme che sta aggredendo la nostra società: votazione a maggioranza, quindi “democratica”.

O un gruppo di razzisti capitanati da un manipolo di fascisti pronti a spaccare la testa ai poliziotti pur di non far entrare in una casa popolare un italiano con figlio italiano e moglie eritrea legittimo assegnatari di quell’alloggio, prima la razza pura: sarebbero la maggioranza del quartiere, quindi sputi, sampietrini che volano e mazzate sono “democratiche”.

Infine, il referendum catalano, la plastica esemplificazione di cosa NON sia la democrazia: ieri sera ho visto in TV lo sproloquio di un intellettuale locale, che si strappava le vesti contro il dittatoriale governo centrale che non vuole far tenere una consultazione popolare, il voto è sempre democratico, sosteneva.

La democrazia, quella vera, si basa su regole stabilite in una Carta Costituzionale, e in prassi che quelle regole rispettano: soprattutto non è la dittatura della maggioranza.

Anche la Costituzione italiana all’articolo 1 prevede che la Nazione sia una ed indivisibile, escludendo quindi una “democratica” consultazione regionale per dichiarare l’indipendenza di qualche campanile. Come esclude referendum sulle tasse o sui trattati internazionali: non si tratta come a prima vista potrebbe apparire di imposizioni dittatoriali, ma di difesa del vero, genuino, autentico spirito della democrazia, che è la declinazione di Comunità.

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