WALTER ROSSI. IL RICORDO DELL’OMICIDIO

DI BEBO MORONI

Io non so cosa Walter sarebbe diventato da grande, spesso mi arrabbio anche quando ci si appropria strumentalmente della sua memoria, ma vietare il corteo che avrebbe ricordato Walter Rossi a quarant’anni dal suo omicidio è un atto che dimostra il grado di libertà in questo Paese.
Domani, noi amici di Walter lo ricorderemo pensando a un ragazzo di 20 anni, pieno di vita, ammazzato da una banda fascista, ma con gravissime complicità delle istituzioni, mentre volantinava in un “tranquillo” quartiere borghese di Roma, che tranquillo non lo era affatto. Ricorderemo un amico caro, un ragazzo per bene, un idealista. Ricorderemo una delle più brutte giornate della nostra vita.
La decisione della Questura di Roma è incommentabile.

LA RICOSTRUZIONE
Partimmo da Piazza Igea ( ora Piazza Walter Rossi) per andare a volantinare alla Balduina perché da lì ritenevamo erano partiti i delinquenti che avevano sparato ad Elena due giorni prima. Non avevamo nemmeno due brecciolini della piazza in tasca. Non arrivammo mai davanti alla sede, a Walter spararono 100 metri più sopra, dopo che un cellulare della polizia piazzato davanti alla sezione dell’MSI si spostò lentamente nascondendo gli assassini, per poi muoversi velocemente e lasciarli agire.
decidemmo il volantinaggio il giorno prima e decidemmo di andare senza alcuna protezione, e di volantinare anche davanti alla sede della Balduina, sicuri che la polizia ci avrebbe dato protezione dopo quel che era accaduto due giorni prima: Invece era il culmine degli anni di piombo, occorreva il morto per poi farne altri. Seguì Acca Larentia a definire il massacro dei ragazzini, che confermava la teoria degli opposti estremismi. Al corteo di protesta per la morte di Walter la polizia ci lasciò fare qualsiasi cosa. La notte stessa io in un momento di follia, attaccai da solo un plotone della celere, davanti all’elettrodomestici di Bartolo Mazzarella, e il comandante il plotone urlò “indietreggiate, non reagite”. Chissà perché le autorità di pubblica sicurezza, nonostante tutti lo chiedemmo, non ci vollero mai interrogare. Ma qualcuno che quella sera era lì, e non era certo un esagitato, venne perseguitato per anni e anni, sino a tempi molto recenti.