LE RICETTE ECONOMICHE DI MAIO, DIVERSAMENTE RENZIANO

DI NICOLA FRATOIANNI

Una minaccia ai sindacati, una spolverata di “nuove tecnologie” e poi il solito “taglio del costo del lavoro”, già sperimentato più volte, anche da Renzi.
Luigi Di Maio è diversamente renziano, come Renzi è stato ed è diversamente berlusconiano.
Sono le solite vecchie ricette economiche fallimentari che l’unico grande partito del neoliberismo (di centro-destra e di centro-sinistra) propone all’Italia e all’Europa da 30 anni, con risultati che conosciamo molto bene.
Devo ammettere che mi aspettavo qualcosa di più da una forza che si proponeva la “rivoluzione”, e invece si è già adeguata alle cavolate main stream della politica politicante.
Il coraggio di dire che sono 30 anni che la politica consente ad alcuni di arricchirsi sulla pelle della maggioranza delle persone e che lì bisogna agire, lo abbiamo solo noi.
Che proponiamo più investimenti pubblici per aumentare il lavoro, progressività fiscale vera, lotta alle mafie, alla corruzione e all’evasione.
Per questo l’unica vera alternativa è la Sinistra.