LIBRI. STORIE DELLA BUONANOTTE PER BAMBINE RIBELLI

DI ELENA PINTORE

Alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: avete ragione voi.

Con questa dedica, Elena Favilli e Francesca Cavallo introducono il pubblico femminile alla lettura di “Storie della buonanotte per bambine ribelli“.
Il libro è stato finanziato attraverso il crowdfunding, ovvero il metodo con cui persone comuni, imprenditori e associazioni raccolgono donazioni da destinare ad una causa di interesse etico e sociale.
Attraverso la piattaforma Kickstarter da aprile ad ottobre 2016, la raccolta fondi ha consentito la pubblicazione del libro negli USA vendendo circa 90.000 copie in breve tempo.
In Italia la pubblicazione è avvenuta a cura della Mondadori, disponibile nelle librerie da fine febbraio è rimasto in testa alla classifica dei libri più venduti da marzo a settembre 2017.
La permanenza per un periodo di tempo cosi prolungato in cima alle classifiche di vendita non può passare inosservato. Sono tanti e diversi i luoghi in cui si è parlato di questo caso editoriale: su internet, in tv, sui giornali e persino alla Camera dei Deputati.
Una raccolta di biografie, 100 storie di 100 donne “normali” che hanno dato un’ impronta personale al corso della loro vita, rendendole speciali e di cui la storia deve essere resa nota.
La filosofia femminista racchiusa nelle 100 storie di altrettanto donne straordinarie persegue lo scopo di motivare, rendere edotte e consapevoli non solo le giovani donne che si affacciano alla vita, ma anche coloro la cui fanciullezza è già sfiorita e di scardinare quel prototipo di donna remissiva e subordinata al potere maschile.
L’esempio di donne caparbie e coraggiose, che hanno superato ostacoli e pregiudizi, eroine moderne che oltrepassando i naturali limiti che il loro essere donna avrebbe dovuto scoraggiarle hanno invece mostrato forza e una grande personalità.
La maggior parte delle storie iniziano con il classico “C’era una volta”. La narrazione è semplice e scorrevole, brevi capitoli incentrati su una sola biografia, accompagnata da un’illustrazione che rappresenta la protagonista della favola moderna.
Gli stessi disegni, frutto dell’estro creativo di 60 illustratrici donne, provenienti da tutto il mondo, a corredo del testo, “raccontano” di musiciste, scienziate, pittrici, atlete, persone che sono diventate un esempio al femminile e che hanno in qualche modo lasciato la loro impronta nel mondo.
Il libro deve scardinare gli stereotipi già presenti in età scolare per cui i maschi siano più bravi delle femmine.” cit Francesca Cavallo.

La narrazione attraverso il linguaggio della favola è voluta dalle due autrici, per interagire con assoluta semplicità con il lettore. Una lettura breve a discapito dell’approfondimento storico di cui invece molte storie avrebbero meritato maggior attenzione.
“I libri per bambini, i materiali didattici, i cartoni animati e i film per le famiglie non sono soltanto intrattenimento, servono ai bambini per formare un’idea del mondo, e servono alla società a tramandare di generazione in generazione i valori che vengono considerati fondamentali per lo sviluppo dell’umanità” cit. Elena Favilli.
Le protagoniste sono eroine moderne, esistite realmente e non frutto della fantasia, la cui storia è documentata, Cleopatra, Frida Kahlo, Margherita Hack, Rosa Parks ecc. sono solo alcuni nomi.
Sono ribelli perché hanno rotto gli schemi, scegliendo di non piegarsi alle decisioni di altri in merito alla propria vita, hanno seguito le loro passioni e sono diventate le artefici del loro destino.
In un momento storico come quello attuale in cui il nome delle donne compare spesso associato al femminicidio, un fenomeno diventato una costante della cronaca nera, forse anche intervenire sulle coscienze in età scolare potrebbe sortire effetti benevoli sulla autostima e sulla coscienza di sè per ogni giovane donna.
La lettura del libro è destinata non solo al miglioramento della condizione della donna ma a tutti coloro che sono ritenuti più deboli, più svantaggiati e meno preparati a concorrere in questa società sempre più orientata al successo di pochi a discapito di molti.
Creare empatia nel lettore, a prescindere dal genere, per infondere più rispetto verso gli altri, per le loro capacità ed il loro potenziale.

“MAYA ANGELOU SCRITTRICE.
C’era una volta una bambina che smise di parlare per cinque anni. Pensava che le sue parole potessero ferire le persone e aveva giurato a se stessa di non emettere più un suono. Si chiamava Maya.
La gente pensava che Maya fosse matta, ma in realtà era soltanto spaventata.
«So che un giorno ricomincerai a parlare» le ripeteva sua nonna.
«Troverai la tua voce» le diceva il suo amato fratello.
Maya li ascoltava parlare e cominciò a memorizzare tutto quello che sentiva o leggeva: poesie, canzoni, racconti, conversazioni. «Era come mettere un CD. Se volevo, potevo scorrere nella mia memoria e pensare: ecco che cosa voglio ascoltare» ricorderà in seguito.
Divenne così brava a memorizzare le parole, che quando cominciò a scrivere fu come una musica che fluiva dalla sua penna. Scrisse della sua infanzia, di cosa voleva dire crescere in una città in cui gli afroamericani erano trattati male per il colore della loro pelle.
La sua scrittura divenne la voce del Movimento per i Diritti Civili e di tutti coloro che si battevano per i diritti degli afroamericani. Non si stancava mai di ricordarci che tutti noi, bianchi o neri, maschi o femmine, abbiamo uguali diritti.
Oltre ai suoi molti libri, Maya aveva un talento così grande che scrisse anche canzoni, opere teatrali e film, e recitò sul palcoscenico e sullo schermo.
«Guardatemi ora: sono nera, sono una donna, sono americana, sono del Sud» disse una volta a un gruppo di studenti neri. «Guardate me e guardate voi stessi. C’è qualcosa che non potete fare?»
4 APRILE 1928 – 28 MAGGIO 2014
STATI UNITI”

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