GLI OPUSCOLI DEI SUPERMERCATI NELLA BUCA DELLE LETTERE

DI MARIO RIGLI

Una mattina di queste, tornando dal campo, sullo “stronco” andante per via della vanga, mentre parcheggio proprio davanti a casa, vedo che stanno riempiendo la mia cassetta postale di depliant pubblicitari. Non ho mai sopportato quella cosa. La Coop, la Conad, la Sma, la Lidl non hanno altro da fare che stampare tutti quei fogli inutili! Ma se defalcassero il prezzo di tutta quella pubblicità sui prodotti, non sarebbe meglio? Mi accendo una sigaretta prima di scendere di macchina e mi metto ad osservare il tipo che infila opuscoletti nella buca delle lettere. Strano, non è uno studentello che cerca qualche spicciolo per tirare avanti mentre va all’università e neppure un magrebino, non è neppure un indiano, ma senza dubbio un italiano. Lo vedo di profilo e mi pare anche di conoscerlo vagamente. E lui si attarda, quasi volutamente, sembra che mi aspetti. Mi decido a scendere. Ciao Mario, mi dice. Si lo conosco, non mi ricordo il nome, ma lo conosco. Ha una cinquantina d’anni, vestito in maniera dignitosa. Mi ricordo che faceva il falegname, era un bravo falegname, ma l’azienda di infissi, una piccola impresa dove lavorava, ha irrimediabilmente chiuso. Mi pare di ricordare che ha due figli, la grande andava a Scienze Politiche, il piccolo faceva ragioneria. Mi pare che la moglie non lavorasse. – Scusami, mi dice, anch’io non sopportavo che mi infilassero questi troiai nella buca delle lettere, ma ora sono costretto a farlo.- No, non ti preoccupare, io do sempre loro un’occhiata prima di andare a fare la spesa.-
Bugiardo matricolato che non sono altro, come mi sarà venuta in mente questa fandonia! – Sai, io prima andavo a Montevarchi a riempire i condomini, mi vergognavo un po’ a farlo qui da noi, ma la benzina costa cara e quella miseria che riesco a racimolare non mi permette di andare altrove. Mi metto a pensare a quella famiglia, a come si possa essere ridotto drasticamente il loro vivere quotidiano, all’angoscia delle bollette, al riscaldamento che rigorosamente deve essere tenuto al minimo, ai loro silenzi durante i pasti, ai loro occhi lucidi, alle loro rinunce, alla difficoltà di pagare l’affitto.
Grazie, lo saluto, non ti preoccupare, a me quei depliant servono, me li studio a fondo prima di comperare qualcosa. Ciao e buona fortuna.
Non li leggerò mai quei giornaletti colorati, ma sono sicuro che non mi daranno più noia, anzi li tolgo subito dalla cassetta. Prima li tenevo a lungo lì perché non ce ne infilassero altri, ora devo far posto: può darsi che debba passare un indiano, oppure uno studente ha nel tragitto assegnato la zona della mia casa e la cassetta deve essere libera. Poi getterò tutto nel bidone della carta, ma la buca deve essere sempre libera.

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