LA CATALOGNA PRENDE TEMPO SULLA DICHIARAZIONE D’INDIPENDENZA

DI ENNIO REMONDINO

Spagna-Catalogna ora retromarcia: difficile domani

La Catalogna prende tempo sulla «dichiarazione d’indipendenza» dalla Spagna. Al referendum il Sì al 90% ma alle urne vota solo il 42%. La Ue si schiera con Madrid. Sulle violenze della polizia nei seggi l’Onu chiede un’indagine. Oggi sciopero di protesta, senza i maggiori sindacati.
Puigdemont e Rajoy tigri di carta

Il difficile giorno dopo

Da Bruxelles, un colpo al cerchio, uno alla botte. Dopo un lungo silenzio delle istituzioni europee, il presidente della Commissione Ue Juncker ha definito il «referendum illegale», ma ha invitato a «passare dallo scontro al dialogo». Anche se «la Commissione non avrà alcun ruolo nel favorire il dialogo». Messaggio a Barcellona per prima, e a Madrid di rimbalzo, non cercate di coinvolgerci in un problema istituzionale che è tutto vostro.
Sottintesa la presa di distanze dalle due parti che iberiche in conflitto che peggio di così non potevano gestire la questione.

E ora? La Catalogna si è svegliata ferita dalle scene di violenza della giornata del voto, con un sì ad un referendum che non sai a cosa serviranno, incerta su come le cose andranno a finire.
Con poche speranze di ottenere riconoscimenti internazionali, ora la linea decisa dall’esecutivo catalano sembra quella del dialogo. Puigdemont ha fatto capire che il passaggio in Parlamento nel quale potrebbe essere dichiarata l’indipendenza non è una questione di ore. Una possibile pausa nella spirale della tensione delle ultime settimane, dopo mesi di muro contro muro. Puigdemont ha ribadito di non volere una frattura traumatica con la Spagna ma piuttosto una separazione concordata.

Anche per Rajoy è stata una giornata di preparazione delle prossime mosse. Il premier ha visto i leader dei due grandi partiti ‘unionisti’ che lo hanno appoggiato sulla linea dura, il socialista Pedro Sanchez e Albert Rivera di Ciudadanos. Ottenendo due indicazioni contrastanti: Sanchez ha chiesto un «dialogo immediato», Rivera un pugno di ferro con Puigdemont per impedire la dichiarazione di indipendenza, con anche l’applicazione dell’art.155 che consente di sospendere l’autonomia catalana e di destituire Puigdemont. Anche la stampa di Madrid preme. El Mundo esorta a “non perdere un minuto contro l’indipendentismo”, El Pais parla di “ribellione” e accusa Puigdemont di “arroganza xenofoba”. Parole che confermano la grave frattura fra società catalana e spagnola.

CONTINUA SU REMOCONTRO:

Spagna-Catalogna ora retromarcia: difficile domani