IL MIO VOTO ALLA VAR? PER ORA 7

DI ROBERTO BECCANTINI

John Fitzgerald Kennedy disse: «Non chiederti cosa il tuo paese può fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese». (Alla lettera: «Ask not what your country can do for you; ask what you can do for your country»).
Oggi direbbe: Non chiederti cosa la Var può fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per la Var». E, se sei un giocatore, cosa non puoi fare, cosa non devi o non dovresti fare.
Sbizzarritevi. Avanzate proposte. Superate le barriere del tifo. Sarà un altro calcio, nessun dubbio su questo, ma che tipo di calcio: migliore? peggiore? più giusto? più ingiusto. E ricordatevi, sempre, che il ricorso alla Moviola in campo scatta esclusivamente per 1) i gol; 2) i rigori; 3) le espulsioni («Red card incident»; 4) gli scambi di persona.
Dall’inglese Video assistant referee. Cosa preferite: Var al femminile, cioè l’assistenza video per l’arbitro, oppure, secondo la traduzione letterale, l’assistente (al) video per gli arbiti? Io preferisco la Var femminile.
Sette giornate sono poche. Il mio voto alla Var – nel rapporto tra errori corretti ed errori non corretti o lasciati o procurati – è 7. Il vostro? Ancora: conta di più l’arbitro al video o l’arbitro centrale, al quale spetta – comunque – l’ultima parola?
Siete inoltre d’accordo che Il fuorigioco per un tallone o per un gluteo, la caccia al naso di frodo non abbia più senso? L’autopsia dell’episodio – alla Var e con la Var – ha portato a miracolose correzioni. Non sempre, però. Non sarebbe il caso di ripristinare il concetto di luce tra difensore e attaccante? In maniera tale da sollevare gli addetti, con e senza schermo, da incroci troppo complicat?. C’è un alluce «di là»? Chi se ne frega: gol, o comunque niente fuorigioco. Nel 2018 sono in programma i Mondiali russi, sarebbe opportuno arrivarci, oltre che con l’assistenza della tecnologia, anche con una sforbiciata alla giungla dell’offside. Che ne dite?