RE FELIPE: LA SPAGNA NON SI TOCCA

DI ENNIO REMONDINO

La monarchia senza esitazioni contro ogni separatismo che minaccia l’integrità del Paese. Re Felipe accusa i leader catalani di tradimento. Il governo spagnolo dovrà «prendere le misure necessarie» per far rispettare gli obblighi costituzionali.
Puigdemont, governatore ribelle, insiste: «A giorni l’atto di indipendenza».

Re Felipe difende la Spagna unita:
«Dalle autorità della Catalogna slealtà inaccettabile»

Il re Felipe ha rotto il silenzio e invia un messaggio alla Nazione, in un discorso breve, durato poco più di quattro minuti, ma nitido nei concetti.
«L’impegno della corona nei confronti della Costituzione e della democrazia e il mio impegno per l’unità della Spagna».
«C’è stata una slealtà inaccettabile verso lo Stato»
«C’è stata una condotta irresponsabile da parte delle autorità della Catalogna. Autorità che in maniera chiara si sono messe al margine del diritto e della democrazia, e hanno voluto spezzare l’unità della Spagna».

Traditori della Catalogna
«Viviamo in uno stato democratico che offre percorsi costituzionali perché chiunque possa difendere le proprie idee nel rispetto della legge. Senza questo rispetto, non si può convivere in pace e in libertà né in Catalogna, né nel resto della Spagna».
E il re abbraccia il popolo catalano che non segue l’opzione indipendentista: «Voglio dire ai catalani che sono preoccupati per il comportamento delle loro autorità che non siete soli, avete la solidarietà di tutti gli spagnoli per difendere i vostri diritti».
Per Re Felipe VI, il tradimento degli interessi nazionali e degli stessi cittadini catalani da parte delle le autorità locali che hanno voluto il referendum fuorilegge, esclude qualsiasi margine di trattativa.

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