NAPOLI, IN AFFIDAMENTO A UN PAPA’ SINGLE LA NEONATA CON SINDRONE DOWN

DI MARCO FURFARO

A Napoli, una bambina è stata partorita e lasciata in ospedale. La madre non l’ha riconosciuta. Il tribunale dei minori contatta immediatamente le coppie che hanno fatto richiesta di adozione per poterle trovare una famiglia.

Viene contattata una prima coppia, ma si rifiuta. Così la seconda, la terza. Sette coppie interpellate, sette coppie che dicono di no.
La piccola ha la sindrome di Down. Per questo rifiutano.

Il Tribunale finalmente trova una richiesta di adozione adatta, cioè quella in cui non si esclude di potersi occupare di un bimbo disabile. La richiesta è di un uomo, un single. Per lui non fa differenza che sindrome, colore degli occhi o sesso possa avere la bambina, a lui interessa qualcuno di cui avere cura.
In Italia, l’adozione dei single è consentita in casi molto rari. Li stabilisce una norma del 1983. Per fortuna, nella sua arretratezza, prevede delle “adozioni speciali”, come quelle per i piccoli affetti da disabilità. Grazie a questa norma, il tribunale può affidare finalmente la bimba.

Ora tra la bimba e il neo papà inizierà un periodo di prova. E se tra di loro si instaurerà un rapporto stabile e duraturo, lei diventerà per legge “sua figlia”.

Mi ha colpito molto questa storia. E in nessun modo per giudicare la madre che non ha riconosciuto la figlia o le coppie che si sono rifiutate di prendere la piccola. Avranno avuto le loro ragioni e non spetta certo a me giudicarle. Questa storia ho voluto raccontarla per un’altra ragione. Leggetela e pensateci. E’ una storia d’amore talmente potente che nessuno protesterà contro questo uomo, single, che ha adottato una bimba. E a nessuno interesserà se l’uomo è gay, bisex, etero, cattolico, musulmano, ateo, bianco e nero. Perché è la scelta di amare così incondizionatamente che il resto non conta niente. L’uomo verrà valutato per quanto riuscirà ad amarla, ad averne cura, per nessun altro motivo.

Per questo, mi chiedo, ma non è l’amore l’unica cosa che conta? Non è il caso di rivedere le nostre leggi, i nostri pregiudizi, i nostri schemi mentali superati e lasciare che tanti bimbi senza genitori siano adottati anche da persone sole che possano amarli e accudirli? Non è forse il caso di rivedere norme vecchie di trent’anni che danno possibilità a poche creature ma la negano per tante altri?

In bocca al lupo al neo papà e alla nuova arrivata. E viva l’amore. Che ha bisogno di nuove e buone leggi, che possano regalare felicità a tanti bimbi soli al mondo.