VICENZA, BASILICA PALLADIANA. APRE LA GRANDE MOSTRA DI VAN GOGH

DI MONICA TRIGLIA

Una mostra straordinaria, tutta dedicata a Vincent van Gogh, allestita come un lungo viaggio e accompagnata dalla pubblicazione di un libro, dalla proiezione di un film e, a fine dell’anno prossimo, anche da uno spettacolo teatrale. Si intitola “Van Gogh. Tra il grano e il cielo”, è promossa dal Comune di Vicenza e prodotta e organizzata nella Basilica Palladiana di Vicenza da Linea d’ombra, main sponsor Segafredo Zanetti.

La data ufficiale di apertura è sabato 7 ottobre, ma già venerdì 6 la mostra è visitabile in anteprima dalle 20 alle 24.

Si tratta di un evento eccezionale innanzitutto per l’altissimo numero di opere esposte: 129 di cui 43 dipinti e 86 disegni.

«La mostra in Basilica» spiega il curatore Marco Goldin «delinea l’intero percorso artistico di Vincent van Gogh, dai disegni di esordio assoluto al tempo del Borinage in Belgio nel 1880, quando svolgeva la funzione di predicatore laico per i minatori della zona, fino ai quadri conclusivi con i campi di grano realizzati a Auvers-sur-Oise nel luglio del 1890, pochi giorni prima del suicidio».

La rassegna si svolge grazie al fondamentale contributo del Kröller-Müller Museum di Otterlo, uno dei due “santuari” dell’opera vangoghiana nel mondo. Il museo olandese ha infatti prestato a Vicenza oltre cento opere di Van Gogh.

Altri capolavori sono stati inviati da una decina di istituzioni e collezioni private, a cominciare da Il ponte di Langlois (1888), una tra le immagini simbolo della parabola artistica del pittore olandese concessa in via straordinaria dal museo di Colonia. Quadro che Goldin ha eletto a manifesto dell’esposizione (e che vedete qui in alto).
Negli spazi della Basilica Palladiana, la mostra si snoda come un vero e proprio viaggio «anche nei luoghi nei quali Vincent ha vissuto» spiega Goldin. «Il Borinage, Etten, l’Aia, il Drenthe, Nuenen, Parigi, Arles, Saint-Rémy e Auvers-sur-Oise».

Uno dei punti di maggior fascino è la sala nella quale, attraverso un grande plastico di 20 metri quadrati, è stato ricostruito l’istituto di cura per malattie mentali di Saint-Paul-de-Mausole a Saint-Rémy, il luogo nel quale Van Gogh scelse di farsi ricoverare da maggio 1889 a maggio 1890. «Un’immersione in un luogo sì di sofferenza, ma nel quale, e attorno al quale, il pittore ha generato tanta bellezza».

Sin qui la mostra. Ma il “Progetto Van Gogh” comprende anche la pubblicazione, per le edizioni di Linea d’ombra, di “Lettere”, monografia a cura di Marco Goldin e Silvia Zancanella, con cento lettere appositamente tradotte, prime di tutte quelle che riguardano le opere esposte, oltre ad alcune altre fondamentali per la storia di Van Gogh.

Inoltre, il film originale intitolato Van Gogh. Storia di una vita, proiettato nella sala cinema allestita all’interno della Basilica Palladiana come ultima stanza del percorso espositivo. E uno spettacolo teatrale sulla storia dell’artista che sarà messo in scena sul finire del 2018.
La mostra resta aperta fino all’8 aprile 2018. Tutte le informazioni sul sito www.lineadombra.it.