KAZUO ISHIGURO, PREMIO NOBEL 2017 PER LA LETTERATURA

DI ELENA PINTORE

Il Premio Nobel 2017 per la Letteratura è stato conferito allo scrittore giapponese naturalizzato britannico Kazuo Ishiguro.

Dopo le polemiche che nel 2016 avevano accompagnato il Premio, il 05 ottobre scorso, l’Accademia di Svezia sorprende ancora con le sue scelte, percorrendo infatti la solida strada dell’incontestabilità del riconoscimento premiando uno scrittore di indubbio valore artistico.

Nell’annuncio che accompagna la proclamazione viene esaltato il valore culturale dello scrittore Ishiguro definendo le sue opere: “Romanzi emotivamente forti e rivelatori delle illusioni con le quali ci si sente connessi al mondo”.

La motivazione della scelta è da ricercarsi nella capacità di Ishiguro di analisi interiore nonché nel suo spaziare tra scenari di vita diversi, destreggiandosi tra Oriente e Occidente, tra storie di guerra e fantasy.

Nato nel 1954 a Nagasaki si è trasferito in Inghilterra con la famiglia all’età di cinque anni per poi far ritorno nel suo paese d’origine in età adulta.

Laureato in lettere e filosofia, vive e risiede a Londra con sua moglie Lorna MacDougall e la figlia Naomi.

Anche se non ha bisogno della pubblicità del Premio, lo scrittore alla notizia si è mostrato stupito di un simile riconoscimento: “E’ una notizia sorprendente e totalmente inaspettata. Arriva in un momento in cui il mondo è incerto sui suoi valori, sulla sua leadership e sulla sua sicurezza. Spero solo che ricevere questo grande onore, anche se nel mio piccolo, possa incoraggiare in questo momento le forze del bene e della pace”.

E’ doveroso ricordare che nel 2008 il “Times” lo ha incluso tra i 50 scrittori inglesi più importanti del dopoguerra.

Diventato famoso al pubblico mondiale nel 1989 per il capolavoro letterario “Quel che resta del giorno” a cui seguì 4 anni dopo la trasposizione cinematografica, diretto dal regista James Ivory con interpreti del calibro di Anthony Hopkins ed Emma Thompson.

Nel 1993 vinse l’ambito premio letterario Man Booker Prize.

Nel 1986 il suo secondo romanzo, “Un artista del mondo fluttuante” vinse il Premio Withbread e nel 2005 il Premio Alex per il romanzo“Non lasciarmi”, di quest’ultimo la trasposizione cinematografica venne affidata alla regia di Mark Romanek nel 2010.

Altri titoli importanti come Un pallido orizzonte di colline” (1982), “Un artista del mondo fluttuante” (1986), “Gli inconsolabili” (2012), “Quando eravamo orfani” (2000), “Non lasciarmi”, “Il gigante sepolto” (2015) e “Notturni. Cinque storie di musica e crepuscolo” (2009 e 2010) sono pubblicati e tradotti in Italia dalla Einaudi.

Caratteristica delle sue pubblicazioni è quella di firmarsi anteponendo il cognome al nome.