ECCO PERCHE’ SAREBBE MEGLIO NON ANDARE AI MONDIALI DI RUSSIA 2018

DI DANIELE GARBO

Giampiero Ventura sul banco degli imputati per una nazionale che non vince e ancor meno convince. E’ la regola quando le cose vanno male: le colpe sono sempre dell’allenatore.
E invece non è così. Il Commissario Tecnico non è “il” problema, ma solo una faccia del problema.
Lui è semplicemente l’espressione perfetta della mediocrità del nostro calcio. Non è né migliore né peggiore dell’italico pallone. Magari ogni tanto ci mette del suo, come quando ha deciso di mandarci al massacro contro la Spagna con un 4-2-4 presuntuoso e inadeguato.
Antonio Conte (lui sì migliore del nostro calcio) aveva mascherato la situazione agli ultimi europei, sfiorando le semifinali, mancate soltanto ai calci di rigore contro la Germania campione del mondo. E lo aveva fatto con una squadra di livello tecnico forse inferiore a quella attuale, ma in grado di esprimere (per merito evidente del tecnico) un gioco riconoscibile, capace di esaltare anche gli interpreti più modesti. E non facciamo nomi per carità di patria calcistica.
Ventura non toglie niente alla pochezza del nostro calcio, ma non aggiunge neppure niente. E’ il CT grigio di una nazionale grigia, espressione di un movimento calcistico grigio gestito da dirigenti grigi. Tutto qui.
Ecco perchè sarebbe meglio non andare ai mondiali di Russia. Innanzitutto perchè rischieremmo di rimediare figuracce epiche. Ma soprattutto perchè solo un fallimento clamoroso (soltanto una volta, nel 1958, non ci qualificammo per i campionati del mondo) protrebbe innescare una rivoluzione, un rinnovamento profondo del nostro sistema calcio. Anche mettendo in preventivo tutte le inevitabili ricadute negative, se non addirittura drammatiche, sulla fuga degli sponsor e sulla valanga di pubblicità che gira intorno alla nazionale.
Abbiamo un sistema arretrato di una trentina d’anni rispetto ai paesi più evoluti, in cui la Federcalcio è guidata da un signore di 74 anni, espressione della Lega Dilettanti. Carlo Tavecchio è un re travicello, ostaggio dei club, incapace di realizzare una sola riforma credibile. E chi gliel’ha fatto fare di prolungare il contratto di Ventura fino al 2020, senza la certezza di staccare il biglietto per la Russia ?

Per uno strano gioco del destino questo signore è anche Commissario Straordinario della Lega di serie A, che da mesi non riesce a mettersi d’accordo sulle regole fondamentali e a eleggere un presidente.
Questi presidenti illuminati delle nostre società pensano solo al proprio orticello, si accontentano di vivacchiare con un campionato spezzato in due, squilibratissimo, che avrebbe bisogno di riacquistare credibilità per evitare di rimediare schiaffi non appena mette il naso fuori dai confini italici. Con qualche rarissima eccezione, i nostri stadi continuano a essere di proprietà dei comuni e quindi a essere vecchi, fatiscenti, inospitali e obsoleti. E poi ci meravigliamo se sono sempre mezzi vuoti.
Servirebbe una serie A a 16, massimo 18 squadre per alzare il livello tecnico davvero imbarazzante del campioinato e per dare più spazio alla nazionale. Servirebbe anche trovare un meccanismo che limiti certe assurdità come squadre formate per 10 undicesimi da giocatori stranieri. Ma sembra che non interessi a nessuno.
Anche la lega di serie B è commissariata perchè non riesce a esprimere un presidente e alza le barricate contro Claudio Lotito, che vorrebbe farne un sol boccone.
I bilanci delle società sono quasi tutti pesantemente in rosso e si reggono in gran parte sugli introiti provenienti dalle televisioni. Non funziona così nei paesi più evoluti, dove la torta degli introiti viene divisa più o meno in parti uguali tra incassi da biglietteria, merchandising e diritti tv.
Questo cosa significa ? Che se domani, tanto per fare un esempio, uno dei due soggetti delle tv a pagamento (Sky e Mediaset Premium) dovesse chiudere i rubinetti, gli introiti crollerebbero e il sopravvissuto potrebbe fare il prezzo che vuole. Con la conseguenza che i nostri club (società per azioni, non dimentichiamolo) porterebbero i libri in tribunale, perchè non sarebbero più in grado di onorare i ricchissimi contratti pluriennali firmati con i calciatori.
Ma anche questo sembra non interessare a nessuno. Il Titanic sta affondando e l’orchestra continua a suonare, come se niente fosse.
Ecco perchè se l’Italia dovesse fallire la qualificazione ai Mondiali di Russia, questo sarebbe forse il male minore.