L’ALTRA META’ DELLA CATALOGNA IN PIAZZA PER LA SPAGNA

DI ENNIO REMONDINO

Catalogna, la giornata degli unionisti: migliaia in piazza. Il Nobel Vargas Llosa: “Diciamo no al golpe”. Per le strade bandiere e striscioni: “Uniti siamo più forti”.
La ‘maggioranza silenziosa’ catalana.
Gli schieramento politici spagnoli e le tifoserie europee attorno.

«Basta, recuperiamo il buon senso», lo slogan che ha scandito il corteo di cantinaia di migliaia di persone. Loro dicono un milione ed è una esagerazione dell’orgoglio. Maggioranza per niente silenziosa, domenica in piazza a Barcellona, di catalani e spagnoli che si oppongono all’autonomia. «Quelli che non hanno avuto voce in capitolo» da quando le autorità indipendentiste hanno organizzato lo scrutinio di domenica scorsa.

Secondo i sondaggi infatti, se la maggioranza dei catalani reclamasse un referendum regolare, un po’ più della metà voterebbe contro l’indipendenza della regione.
Ventiquattro ore prima, per le stesse strade, avevano sfilato gli indipendentisti chiedendo però dialogo e non ancora sfida, per affrontare la situazione in Catalogna, dove martedì, il presidente della Generalitat, Carles Puigdemont, parlerà al Parlament della situazione politica, avendo però la dichiarazione di indipendenza in tasca, diventata però oggi una pistola carica.

La manifestazione contro l’indipendenza, appoggiata da Pp e Ciudadanos e informalmente dal Partito Socialista della Catalogna, nasce a destra ma ha attraversato gran parte della società civile preoccupata dalla forzatura costituzionale proposta dai separatisti. Figura nobile e politicamente neutrale, il Nobel di letteratura Mario Vargas Llosa, che si era pronunciato più volte contro l’indipendenza. In corteo sfila anche l’ex-presidente spagnolo dell’Europarlamento Josep Borell.

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L’altra metà della Catalogna in piazza per la Spagna