SINISTRA: ACCELERARE O SFRONDARE

DI CLAUDIA BALDINI

In una pagina del Manifesto di questa estate un vecchio dirigente del PCI, Aldo Tortorella, scriveva osservazioni condivisibili sul processo di Sinistra Unitaria, il cui concetto non è ancora stato approfondito.
Diceva Tortorella che “la ricerca unitaria a sinistra procede con imbarazzante difficoltà”.

Ecco, con queste esatte parole, si descriveva la realtà di oggi, che non si è evoluta affatto da allora,ma, nonostante parole, dichiarazioni, dibattiti e quant’altro, ha rallentato il percorso unitario grazie ai depistaggi messi in atto e recepiti dall’arrivo nell’area di sinistra di un personaggio ambiguo e ondivago, l’avvocato Pisapia, ex sindaco milanese, deciso a cambiare il Pd e a recuperarne i fuoriusciti.

Tortorella contemplava l’esigenza di lavorare alla costruzione del nuovo soggetto unitario nel tempo lungo, coniugandolo però con il bisogno elettorale di mettere in campo una rappresentanza parlamentare.

Tomaso Montanari alla festa di Reggio Emilia ha sottolineato come vi sia la necessità di dare voce e rappresentanza agli astensionisti di questo Paese che da tempo sono la prima forza
protagonista della politica.

Bisogna quindi introdurre una certa distinzione tra i partiti, i movimenti impegnati nella prospettiva unitaria e la rappresentanza parlamentare frutto della necessaria ed auspicabile lista unitaria.

Diviene perciò imperante salvaguardare l’ampio e diversificato panorama di elaborazioni ed iniziative politiche dei partiti e movimenti, e l’impegno concreto nell’immediato per una rappresentanza istituzionale non ridotta ai minimi termini.

Affinchè però, tra le due strade, vi sia sinergìa e non un prevalere di tatticismo, occorre che entrambe le vie partano da un nodo comune, ovvero la critica dell’assetto del mondo, risultato dall’egemonia liberista del capitale finanziario

E’ indubbio che a tale egemonia nefasta per l’uguaglianza e i diritti dei popoli sia stata soggetta e protagonista attiva anche quella parte della sinistra che oggi intende tirarsene fuori e contribuire alla costruzione della lista unitaria.
Ne va della credibilità stessa dell’operazione unitaria.

La credibilità è un fattore assolutamente da perseguire. Essa è la grande assente nel panorama della Sinistra italiana.
Se nella costruzione di un nuovo soggetto politico, che, seppur distinto, non può che incrociarsi con il problema della lista unitaria, si perdesse qualsiasi residuo di credibilità, il processo di ricostruzione di un percorso alternativo non avrebbe nessun futuro.
E la credibilità è legata alla chiarezza del progetto illustrato con parole di verità.

Per ora queste parole non sono venute e l’uso di un termine ambiguo come «discontinuità» al posto di inversione di rotta rispetto al nocciolo duro della teoria economica, non è casuale. Discontinuità significa interruzione, pausa in un processo, non inversione di direzione.

Bersani :«Noi non siamo la sinistra settaria, non siamo la Cosa Rossa. Se c’è un centrosinistra pulito, senza Alfano (…) noi ci sediamo al tavolo (…). Siamo gente di governo non ci aspettiamo ora e subito la correzione degli errori degli ultimi anni». Errore: «Difetto, imperfezione, inconveniente», sempre nella lettura della «discontinuità», scarto da un percorso ritenuto però sostanzialmente adeguato.
Per me, oggi, deve essere rottura e inversione, impegno di costruzione dell’antitesi a quella stagione

Non è facile un impegno del genere per coloro che quella ragione hanno contribuito a consolidarla, ma il coraggio è qualità fondamentale per un politico vero.

L’analisi economico-storica di medio periodo ed un realistico programma riformatore, tale da rappresentare realmente l’inversione della direzione, rendono un giudizio assolutamente impietoso su un trentennio di riformismo a rovescio

E di fronte alla possibilità che possa ripresentarsi anche «una parziale riproposizione» dei meccanismi del riformismo rovesciato, le conclusioni sono state chiare :
«Una politica riformista non può che assumere una posizione di intransigente rifiuto, in blocco» .

E Montanari-Falcone che hanno autorevolmente guidato la battaglia costituzionale, su questo nodo fondamentale della discontinuità parlano chiaro sui nuovi contenuti. Altrettanta chiarezza vorrei dai dirigenti di quei partiti o movimenti che si candidano a presentare liste unitarie.
Obbiettivo inversione di rotta.

Questo il nodo fondamentale della «discontinuità».
Perciò i giochi di ruolo tra Bersani e Pisapia non mi appassionano, Non c’è riconoscimento dell’antitesi, dell’inversione di rotta, della necessità di una teoria economica anti-liberista e quindi di riforme di tutto l’apparato in quel verso.

Spero di non sbagliarmi. Già domani dalla seconda conferenza stampa di Montanari e Falcone potrebbe giungere un passo avanti decisivo.