AFGHANISTAN, 16 ANNI E 900 MILIARDI DOPO

DI MARCO MASTRANDREA

Se i morti non siamo in grado di contarli, forse 140 mila civili, sicuramente 53 soldati italiani, il rapporto MILeuroX ci dice che la guerra è l’intervento più costoso della storia tricolore ed è costata ai soli USA, 827 miliardi di euro. Il risultato? Un paese distrutto, analfabeta, con mortalità infantile e scarse aspettative di vita. 900 miliardi e 16 anni dopo si fatica a vedere la fine del conflitto.

16 anni di guerra in Afghanistan sono costati in miliardi: 7,5 italiani, 827 Usa, 900 totali. Più di un milione al giorno del nostro Paese in questa guerra. Quella che il rapporto MILeuroX ha definito la “più lunga e costosa campagna militare della storia repubblicana italiana”. 53 i nostri morti, 3.500 della NATO. L’enormità dei civili afghani uccisi merita trattamento a parte. Rimaniamo ai soldi. Le stime dei costi sono opera degli analisti delle università americane Harward e Brown. La cifra raddoppia addirittura se si tiene conto dei costi aggiuntivi. Il rapporto “Afghanistan, sedici anni dopo” dice una cosa semplice: per ogni afgano sono stati spesi 28 mila dollari in guerra, cifra che fa impallidire a leggere il reddito medio annuo per cittadino di quel Paese che  è di 600 dollari.

L’Italia ha speso 7,5 miliardi ripartiti tra il costo ufficiale della partecipazione alle missioni militari dal novembre 2001 (Enduring Freedom fino al 2006, ISAF fino 2014, Resolute Support dal 2015) di 6,3 miliardi di euro, più di un milione di euro al giorno, e “l’esborso di 360 milioni a sostegno delle forze armate afgane (120 milioni l’anno a partire dal 2015) e circa 900 milioni di spese aggiuntive relative al trasporto truppe, mezzi e materiali da e per l’Italia, alla costruzione di basi e altre infrastrutture militari in teatro, al supporto operativo della Task Force Air (Emirati, Qatar e Bahrein) e degli ufficiali di collegamento distaccati presso Comando Centrale USA di Tampa, Florida, al supporto d’intelligence degli agenti AISE, della protezione attiva e passiva delle basi, al supporto sanitario del personale della Croce Rossa Italiana, alla protezione delle sedi diplomatiche nazionali e alle attività umanitarie militari strumentali (CIMIC, classificate all’estero, con più realismo, come Psy Ops, cioè guerra psicologica: aiuti in cambio di informazioni). Si arriva così a oltre 7,5 miliardi, a fronte di 260 milioni investiti in iniziative di cooperazione civile”.

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