CATALOGNA IL GIORNO DEL GIUDIZIO: LEGGE-FUORILEGGE-ALTERNATIVE

DI ENNIO REMONDINO

Dopo le provocazione e la piazza, le decisioni della politica e le conseguenze istituzionali. Oggi Puigdemont sancirà la via dell’indipendenza: se e come. Se frenare, se rilanciare.
Incertezza sulla formula che il presidente del governo catalano userà parlando al Parlamento di Barcellona. Si aprono crepe nel fronte indipendentista. Madrid parla di “golpe” per la legge per alcuni vertici separatisti potrebbe aprirsi la galera.

Dopo il referendum provocazione che vale come bandiera, la sfida secessionista della Catalogna avrà il suo culmine istituzionale oggi alle sei ‘della tarde’. Quando il presidente del governo catalano, Carles Puigdemont, parlerà al Parlamento del risultato del referendum. Atto illegale per Madrid, attuazione decisamente pasticciata, ma sarà comunque la premessa di una dichiarazione di indipendenza, o la espressione di una volontà popolare su cui confrontarsi con Madrid?

Secondo o reporter sul campo, pochi dubbi finora sul fatto che si tratterà di una dichiarazione unilaterale di indipendenza. E sarebbero grassi guai. L’illegalità plateale e la probabilità del carcere con tutto quanto ne potrebbe derivare di lacerante. A moderare le spinte oltranziste, le crepe nel fronte indipendentista, accentuate nelle ultime ore di fronte all’assenza di un riconoscimento europeo o internazionale – crede che sia meglio fermarsi e rinviare lo scontro finale.

Cosa succederà: scenari

Dalla linea dura con la secessione immediata, all’attendismo fino all’ipotetico ammutinamento dei Mossos. Così le ipotesi di Elisabetta Rosaspina, del Corriere della Sera da Barcellona e la stampa internazionale sul campo.

1 Secessione immediata
Alle 18 il presidente del governo catalano, Carles Puigdemont, proclama la Dui, dichiarazione unilaterale d’indipendenza. La secessione dalla Spagna. Puigdemont applicherebbe strettamente la legge con la quale è stato convocato il referendum del 1° ottobre, illegale per Madrid. Ma la proclamazione, secondo fonti interne al movimento indipendentista, avrebbe il vantaggio di mantenere alta l’attenzione internazionale e frenare la repressione minacciata, in termini bellicosi, dal premier spagnolo Mariano Rajoy. La linea dura e pura è caldeggiata dai vertici del movimento guidato da Jordi Sanchez e da Jordi Cuixart.

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