LIBIA, SCONFITTA LA MILIZIA ANTIMIGRANTI APPOGGIATA DALL’ITALIA

DI MARCO MASTRANDREA

Abbiamo perso o abbiamo cambiato le alleanze prima di perdere? La milizia che abbiamo sostenuto in Libia e che ci garantiva un tappo al flusso di migranti è stata sconfitta. Nel caos libico l’Italia prova a districarsi come può e come in ogni guerra il nostro paese cambia le alleanze in campo al momento opportuno per tutelare i propri interessi, vedi gli impianti ENI. Intanto sono 6 mila migranti in condizioni gravissime e la città di Sabratha è stata distrutta portando con sé un numero indefinito di morti.

L’accordo molto discusso siglato dal nostro Governo con la milizia di Dabbashi in Libia adesso rischia di essere vano e portare a delle conseguenze gravissime. La milizia su cui aveva puntato l’Italia da tre settimane si scontrava a Sabratha, città costiera della Libia dove partono la maggioranza dei barconi di migranti per l’Europa, dopo tre settimane è stata sconfitta dalle milizie locali che adesso stanno prendendo il controllo della città e delle sue risorse strategiche. La milizia con cui l’Italia e il governo di unità nazionale di Fayez al Serraj si erano alleate per fermare il flusso di migranti sono stati sconfitti dalla coalizione di forze fra cui una milizia appoggiata dal generale Khalifa Haftar, che non riconosce il governo di Serraj e controlla una buona fetta della Libia orientale.

Le conseguenze più importanti sono due: gli scontri comporta un peggioramento ulteriore delle condizioni in cui versano i migranti presenti nei centri di detenzione controllati fino a poco fa dalla milizia scomparsa. Sono almeno seimila i migranti secondo l’agenzia Onu per i rifugiati ad avere urgente bisogno di assistenza medica e dei viveri essenziali. La seconda conseguenza è che il tappo messo sul flusso di migranti è destinato a saltare, ricordiamo che dalla metà di luglio gli sbarchi sono diminuiti molto in Italia.

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