NELLO SGUARDO IL CORAGGIO E LA DIGNITÀ DI LUIGI MANCONI

DI VANNI CAPOCCIA

Ci voleva Luigi Manconi per muovere le coscienze a favore del diritto a diventare italiani dei figli di migranti nati in Italia o che ci vivono, lavorano o studiano da molti anni.

Grazie a Manconi è iniziato uno sciopero della fame a staffetta sul quale c’è chi fa ironie dimenticando tutte le volte in cui il corpo è diventato strumento e oggetto della politica. Marco Pannella ha sensibilizzato su temi a lui cari portandolo fino allo sfinimento. Lo hanno fatto malati inguaribili che chiedevano una morte dignitosa. Parlò il corpo di Berlinguer durante il suo ultimo comizio e quello di Moro steso in un’auto.

Ed anche il corpo di Luigi Manconi dallo sguardo quasi spento parla dell’ingiustizia che subiscono i giovani italiani ai quali viene negata la cittadinanza. Uno sguardo che dimostra coraggio e dignità.

Un coraggio ed una dignità ai quali dovrebbero ispirarsi i giovani politici impegnati nelle istituzioni che nascondono dietro i numeri in Senato la loro volontà di non impelagarsi in difesa di un diritto che riguarda un’esigua minoranza.

Invece di usare il pallottoliere dovrebbero capire che compito di un politico è anche quello di scuotere le coscienze delle persone portandole là dov’è giusto stare.

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