CONTRO IL PAESE DEI CORROTTI LA SPERANZA SONO I GIOVANI

DI LUCA SOLDI

L’ultimo report di Transparency International Italia racconta di un Paese in piena balia della corruzione. Poca conta l’impegno legislativo, il quadro risulta assai poco consolante. L’Italia che si piazza al sessantesimo posto su 176, riscuote un voto di appena 47/100. Un risultato decisamente sotto la sufficienza.
Addirittura, nel ranking europeo, l’Italia si posiziona al terzultimo posto, davanti solo a Grecia e Bulgaria.
Secondo il report benchè dal 2012 il Belpaese abbia scalato 12 posizioni, la bassa qualità della vita e sopratutto la capacità di attrarre investimenti stranieri evidenziano che a farla da padrone e’ ancora la corruzione.
Se da un lato si sottolinea una buona crescita del sistema normativo con un giudizio pari a 62/100 dall’altro appare chiaro che ci sono forti criticità circa la tutela di chi segnala i fenomeni corruttivi (25/100) ed una totale assenza di regolamentazione sul mondo legato alle lobby (29/100).
Il problema di fondo è che nonostante le buone leggi la macchina dello Stato fa  fatica ad applicarle e a comminare le sanzioni previste.
In cima alla classifica dei settori in cui legge e pratica sanzionatoria funzionano meglio nell’arginare i fenomeni criminali in oggetto, troviamo il sistema antiriciclaggio (75 punti su 100) e gli obblighi di trasparenza a livello contabile (89/100).
Questo grazie soprattutto alla recente reintroduzione del reato di falso in bilancio, che è stato ripristinato. Non buono risulta anche il quadro del sistema privato (voto 51 su 100).
Le grandi aziende sono più all’avanguardia sui temi della trasparenza e dell’integrità mentre le piccole e medie imprese mostrano ancora notevoli inadeguatezze in materia.

Sembra dunque che  malgrado siano state varate leggi più stringenti, vale la pena di ricordare che da febbraio, sono state varate tre normative: il decreto sulla corruzione tra privati, quello sul riciclaggio e quello sugli appalti.
Restano dunque da varare norme sulle  lobby ma anche verso le fondazioni, vere macchine che battono moneta per il finanziamento dei partiti.
Punti che stanno a cuore anche al presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone che nel corso della presentazione alla stampa del report, ha dichiarato: “C’è l’assenza di una legislazione seria sulla trasparenza dei finanziamenti ai partiti”.
Realisticamente, il presidente dell’Autorità, ha chiesto uno sforzo “al di là delle norme” perché “le leggi servono ma in questa fase serve innanzitutto la buona volontà, a prescindere dalle norme”.
Transparency International Italia, ch’e’ parte di Transparence International l’organizzazione non governativa leader nel mondo nella lotta alla corruzione, letta la situazione del Paese pone anche delle soluzioni, delle vie di uscita.
C’è, come dicevamo oltre la necessità di mettere mano alle lobby, alla protezione verso le denunce, anche un deciso rafforzamento dei presidi anticorruzione, maggiori risorse per i responsabili per la prevenzione alla corruzione, una decisa semplificazione delle leggi ed infine quello che pare il punto essenziale.
Puntare decisamente affinché i giovani, soprattutto, possano avere una più incisiva educazione e formazione civica. Sono ormai loro la vera speranza che può permettere di contrastare il male ormai cronico della corruzione.