RIFLESSIONI E LETTERE

DI MARTA ECCA

Lettera scritta con il Cuore dai due Fratelli Kaba che hanno passato insieme a noi a Segariu un aAnno e due mesi. In risposta dico, a me piacerebbe ricordare che aldilà dei numeri e aldilà delle percentuali, siamo persone.
” Qualcuno questi ragazzi li chiama profughi, qualcun altro li chiama clandestini,
In risposta dico, un anno e due mesi passati insieme non sono pochi, ricordo il primo giorno che ci siamo visti eravamo seduti tutti insieme io Doreid Mohamad, mamma Cristina Pia, Massimo e Giovanni. Eri impaurito con gli occhi che fissano il vuoto, molto magro con il fratello seduto vicino a te, tu con i tuoi nove anni, con una responsabilità immensa. Ricordo i tuoi commenti che raccontano il vostro viaggio pieno di difficoltà e insidie ma eri tranquillo perché eri con noi. Leggere la vostra lettera oggi mi ha commosso mi ha ricordato le prime lezioni di italiano fatte insieme. I primi giorni di scuola dove mamma Cristina e Massimo erano lì ad aspettare che torni per vedere come andata la giornata in un anno sei diventato grande, robusto, alla fine facevi da traduttore ai tuoi compagni. Vi dico grazie di cuore per la lezione di vita che ci avete dato per tutto l’affetto e l’emozione che abbiamo vissuto insieme. Oggi siete partiti con i documenti e in aereo per un altro centro di accoglienza perché la legge impone questo.
Come sempre mamma Cristina, Massimo, Giovanni ed io eravamo lì a controllare il telefono per vedere se eravate arrivati a destinazione e se tutto è andato bene.
Infatti è arrivato il messaggio dove scrivi mamma Cristina siamo arrivati ed è tutto bene, auguro per voi tutto il bene del mondo perché ve lo meritate ma una cosa vi voglio dire ci mancate già un abbraccio grande. Piccolo grande uomo.