VENEZUELA, ABBANDONO SCOLASTICO E LA NUOVA MATERIA L’ EDUCAZIONE MILITARE

DI ANTONIO NAZZARO

L’educazione e la scuola, in Venezuela, negli ultimi cinque anni attraversano una crisi enorme. L’abbandono scolastico, secondo differenti organizzazioni, ha raggiunto il 30/40%. Dato sconcertante visti i grandi investimenti in materia da parte del governo che, fino al 2012 era riuscito a sostenere un modello inclusivo che aveva aperto le porte dell’istruzione a molti giovani.
Ma negli ultimi cinque anni la situazione è andata deteriorandosi sotto i colpi della crisi e un sistema educativo continuamente rivoluzionato per non essere poi mai attuato che ha creato un profondo scontento nel mondo scolastico sia a livello utenti che docenti.
Nella realtà universitaria i dati sono da esodo, infatti secondo le affermazioni di Víctor Márquez, Presidente dell’Associazione dei Professori Universitari: “Tra il 30% e 50% del corpo docente sta andando via dal paese. Le cattedre restano vacanti. I decani segnalano che il 30 – 50 % degli studenti iscritti rinunciano a continuare gli studi.
Nelle Università delle Ande e nell’Università Centrale del Venezuela, due tra le più importanti del paese, si registra un aumento del 50% nell’abbandono da parte di allievi appena immatricolati , che non frequenteranno il corso di studi a cui sono stati ammessi perché hanno anche loro lasciato il Paese.”
La situazione peggiora nell’ambito della scuola elementare e media, dove tra il 2005 e il 2015, 141.823 studenti hanno abbandonato la scuola, secondo le cifre presentate dal Ministero dell’Educazione e, la maggioranza, frequentava scuole pubbliche. L’elemento centrale dell’abbandono della scuola si devi alla crisi alimentare, secondo un’inchiesta almeno il 33,6% dei genitori non ha mandato i figli a scuola per mancanza di cibo.
Per quest’anno, in cui l’acuirsi della crisi sembra inevitabile, la scelta del governo e del nuovo piano di studi che ha presentato lascia un po’ stupiti giacché si prevede un aumento di dieci ore di studio settimanali e l’introduzione di una nuova materia l’Educazione Militare. Questa materia, ha spiegato il viceministro dell’Educazione MarIa Eugenia Piñero:” ha un carattere teorico e verrà impartita con due ore settimanali nelle classi di IV e V elementare. Avrà come argomenti centrali la sovranità nazionale, la biodiversità, dello spazio extraterrestre, con una visione geopolitica del paese e vedrà la compartecipazione del Ministero della Difesa.” In pratica l’unico spazio del Venezuela che non vedeva la presenza dei militari, li vedrà adesso presenti a completare la nuova società “rivoluzionaria” basata sull’unione civico-militare.
Rispetto al nuovo orario, in molti si chiedono come saranno distribuite così tante ore e le scuole, dove già esistono i doppi turni, come risolveranno il problema. Inoltre il ministro ha promesso un aumento dello stipendio del 15% ai professori, dopo l’inizio dell’anno scolastico, ma l’aumento dell’inflazione rendono nullo l’aumento salariale. E già l’anno passato si calcolava che mancavano 1700 professori nelle scuole pubbliche.
Mentre i militari si preparano ad indossare i vestiti dei professori, i politici usano il diritto allo studio come mezzo di propaganda, trasformando quello che è un diritto in una specie di bonus e così si assiste alla manifestazioni del governo che consegna banchi e sedie o zaini o quaderni. La stessa cosa fa l’opposizione come se, l’incapacità di difendere e sostenere un diritto fondamentale come quello allo studio, fosse qualcosa che sfugge allo Stato ma non alla benevolenza del politico di turno.
In questa scuola che non c’è, si calcola che manchino 5000 scuole nel paese, si mantiene alto il livello di conoscenza della storia contemporanea dove, oltre alle tante pagine dedicate a Chavez, trova spazio persino l’attuale Assemblea Costituente eletta solo qualche mese fa. Tra i nuovi materiali per i bambini non sono una sorpresa le facce di Chavez da colorare. Nel frattempo quasi il 40% degli studenti che hanno abbandonato gli studi disegnano un paese con al centro una scuola.