RIVOLUZIONE RUSSA, QUEI GIORNI CHE SCONVOLSERO IL MONDO

DI ALBERTO TAROZZI

Vennero chiamati “I dieci giorni che sconvolsero il mondo” da John Reed, il giornalista e militante comunista americano che ne fu il testimone appassionato, i giorni che, nel corso dell’ottobre 1917 videro il realizzarsi della rivoluzione dei Soviet e la nascita del comunismo in Russia, divenuta così Unione Sovietica.
John Reed, definito da Trotsky “un uomo che sapeva vedere e ascoltare”. Oggi è difficile anche ricordare.

Che li si consideri secondo i termini del calendario giuliano o di quello gregoriano, sono quelli gli stessi giorni che stiamo vivendo ora: la differenza è di 13 giorni in più o in meno.
Fu comunque il 24 ottobre (giuliano, vale a dire l’11 gregoriano) che a San Petersburg arrivarono i delegati del II Congresso dei Soviet: si attivarono i soldati, gli operai in armi, le cosiddette “guardie rosse”. A loro si unirono i marinai della Flotta del Baltico, quelli della famosa corazzata Potiemkin, che aveva attraccato lungo il corso della Neva. A seguire, nel giorno successivo, vennero occupati i punti chiave della città.
Un successo militare relativamente semplice, che fu possibile grazie alle strategie politiche realizzate nei mesi precedenti. Ne seguì, da parte di Lenin, protagonista con Trotsky di quei giorni, la proclamazione del passaggio dei poteri al Comitato militare-rivoluzionario. Da qui l’occupazione del Palazzo d’inverno da parte degli insorti che sovvertirono il governo, arrestandone i ministri mentre il primo ministro Kerensky lasciava in fretta e furia la città.

Tutto il potere ai soviet e instaurazione dello Stato sovietico. I bolscevichi insediano il Consiglio dei commissari del popolo mentre vengono emessi i due decreti più importanti: quello sulla terra, che decreta la confisca delle terre dei possidenti e la loro consegna ai comitati locali per la loro redistribuzione tra i contadini; quello sulla pace, che rivolgeva a tutti i popoli belligeranti l’appello per la fine delle ostilità.

Dieci giorni di cui non si sente parlare, ma che hanno segnato il mondo quanto meno per i successivi 70 anni.
Forse che sia venuto meno il gusto delle celebrazioni e dei ricordi di quanto storicamente ha segnato la nostra epoca?
Dipende dai punti di vista: oggi si ricordano invece in Italia i 10 anni dalla costituzione del Pd.
E’ questione di gusti e soprattutto del senso delle proporzioni.