SAULE KILAITE: QUELLA VOLTA CHE GIANNA NANNINI REALIZZO’ IL MIO SOGNO

DI MARIA ANTONIETTA NOCITRA
Saule, sei una artista che da un sapore moderno alla musica classica e rende classica la musica moderna. Come è nato l’ incontro con il tuo strumento?
A casa mia si ascoltava sempre tanta musica. Soprattutto quella classica. Quando ero piccola mia mamma mi portava spesso ad assistere alle opere liriche e devo dire che non mi annoiavano per niente, anzi.
Ricordo che un giorno lei è tornata a casa con un nuovo disco. Entrò nella stanza in cui stavo giocando e disse: “Saule, ascolta questa musica”. Fu come un incantesimo! Abbandonai tutti i miei giochi e rimasi per ore ad ascoltare quel mondo incredibile fatto di suoni e di armonie meravigliose. Le note di violino riproducevano alla perfezione tempeste, fulmini ma anche il canto degli uccellini e i colori della primavera e dell’autunno.
Decisi tra me e me: “Voglio assolutamente suonare questa musica! Questo strumento!”. Avevo solo 4 anni e mezzo ed avevo ascoltato per la prima volta “Le quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi.
Non è facile intraprendere lo studio del violino. Cosa ti ha sollecitata ad andare avanti nell’imparare a suonare uno strumento così bello ma molto complesso?
Da quel giorno ho cominciato a chiedere a mia mamma, con l’insistenza che solo un bambino può avere di poter suonare il violino. All’inizio lei pensava fosse solo un capriccio ma dopo tanti mesi di continue preghiere, finalmente mi ha portato al conservatorio di Kaunas, la città dove sono nata, in Lituania. Il violino è uno strumento molto particolare. I primi anni di studio servono ad avvicinarti a lui. I suoni riprodotti somigliano più ad una vecchia porta che cigola piuttosto che ad un suono melodioso. Molti abbandonano presto per le difficoltà che incontrano. A quattordici anni, infatti, complice l’adolescenza, i primi tipici innamoramenti e la voglia di cambiare gli studi di musica per diventare una avvocato, decisi di abbandonare il violino. In quel momento mia madre fu molto preziosa. Si impose con decisione dicendomi che dopo tanti anni di sacrifici e di studi avrei dovuto terminare quel cammino. Mancavano gli ultimi tre anni e dopo avrei potuto prendere le mie decisioni… Adesso la ringrazio di cuore.
Vivi in Italia e in Italia hai avuto le tue più grandi collaborazioni musicali. Come nasce il tuo legame forte con il nostro paese?
Dopo il diploma conseguito nel mio paese d’origine, la Lituania, ho voluto approfondire i miei studi musicali all’estero. Ho scelto l’Italia di cui mi ero innamorata fin da piccola, soprattutto grazie alla sua musica.
E’ un paese stupendo, ricco di storia, cultura, tradizioni e non solo… Qui c’è la migliore arte culinaria, eccellente vino, incantevole natura, un clima caldo e solare che ti tira su di morale nei momenti bui e che non è da sottovalutare, soprattutto per chi come me è nata dove fa freddo e piove ogni due per tre. Sono lituana, ma da sempre tutti mi dicevano che il mio carattere e il mio temperamento è molto più mediterraneo che nordico. Se esistono vite passate penso di essere nata proprio qui… magari a Venezia e magari conoscevo anche il Maestro Antonio Vivaldi.
Hai creato tanti progetti musicali durante la tua carriera. Tra questi il “Picasso String Project”, che unisce cinque arti: musica, letteratura, pittura, video arte e teatro. Se non avessi fatto la violinista quale altra arte ti sarebbe stata congeniale oltre la musica?
La cucina la possiamo considerare un’arte? Direi di si. Mi sarebbe piaciuto fare lo chef. Inventare ricette particolari. Amo tantissimo creare in cucina. E uno dei miei sogni è aprire un ristorante dove poter accogliere le persone con ricette prelibate e le melodie del mio violino. Il buon cibo soddisfa l’animo umano e quando si è soddisfatti e felici si apprezza meglio anche la musica.
Nelle tue performance dal vivo ricerchi quasi costantemente un contatto col pubblico. Scendi dal palco suonando e ti avvicini alla gente per poter comunicare in modo più diretto. E’ un’impressione oppure è come se volessi farla diventare parte del tuo spettacolo?
Il mio spettacolo “Andando, Vivendo” è un viaggio intorno al mondo, ma soprattutto è un viaggio nel proprio mondo interiore attraverso le emozioni, la fantasia, i ricordi di vita… Amo dire che: “viaggiare da soli è bello, ma in compagnia è mille volte meglio”. Attraverso la magia e la complicità che crea la musica durante “Andando, Vivendo” diventiamo tutti un po’ compagni di viaggio. Il contatto col pubblico continua anche dopo gli spettacoli. Seguo molto i social network, soprattutto Facebook e Linkedin dove rispondo personalmente a tutte le persone che mi scrivono.
Hai collaborato con grandissimi artisti del panorama italiano ed internazionale. Cosa ti ha trasmesso ognuno di essi?
Io arrivo dal mondo della musica classica che per me è la base di tutto. Gli studi approfonditi mi hanno aiutato a sviluppare la conoscenza, la sensibilità musicale e la tecnica sul mio strumento. Tutti questi elementi mi servono per avere la sicurezza e la padronanza sul palco. Le varie collaborazioni con gli artisti che fanno parte del mondo della musica moderna ma soprattutto l’incontro creativo col mio attuale regista e produttore Charly Cartisano, hanno contribuito a liberare la mia energia interiore.
Devo ammettere che ho avuto la fortuna di conoscere e lavorare con persone eccezionali. Tra queste ne cito alcune come Laura Pausini, un’artista con la A maiuscola. Una grande donna. Ha molto rispetto per tutte le persone con cui viene in contatto. Pur essendo una star mondiale non “se la tra” per niente.
Di Eros Ramazzotti penso che oltre ad avere una voce unica, sia un artista molto carismatico. Quando entra in una stanza si percepisce subito l’energia che emana. Chiunque ne rimane affascinato.
Cesare Cremonini crea musica “colorata”. Quella che ti fa cantare a tutto volume in un auto. Ho collaborato con lui durante il tour “Bagus”. Fu uno dei miei primi approcci con la musica leggera. Mi è stato di ispirazione per come riusciva a comunicare in modo ravvicinato e coinvolgente col suo pubblico. Con Michael Bublè invece, ho collaborato durante la promozione del suo disco di Natale che uscì in Italia. È un vero gentleman. Ha maniere eleganti dei tempi passati, così come il suo timbro vocale alla Frank Sinatra. Grazie a questa esperienza ho avuto l’idea per creare il mio disco natalizio: “Christmas Violin”, dove ho interpretato in modo swing –blues i brani classici più amati di questa festività.
Gianna Nannini, invece, è la passione fatta persona. Canta con un istinto
selvaggio. Amo il suo rock melodico. Gianna “contamina” la musica rock con melodie molto classiche mentre io al contrario prendo la classica dandole un anima più moderna. Siamo complementari in un certo senso. Una tra le più belle e entusiasmanti collaborazioni di questo ultimo periodo invece, è quella con un importante autore che ha fatto la storia della musica italiana: Piero Cassano dei Matia Bazar. Con Piero siamo subito entrati in sintonia, sia umanamente sia musicalmente. Questa collaborazione mi sta dando moltissimi spunti creativi e ispirazione. Per il momento è ancora uno dei miei sogni nel cassetto che piano piano si sta aprendo…
C’è un episodio particolare che ricordi con piacere avvenuto durante una di queste collaborazioni?
Ne ricordo uno capitato proprio con la Nannini. Lei è una persona molto diretta. Se pensa una cosa la dice. Un giorno durante le prove lei si avvicina a me e dice.” Qual è il tuo sogno?”. Le rispondo: “Suonare con te allo stadio di San Siro”. E le mi dice: “Saule, volere è uguale a potere. Chissà che un giorno non ci vediamo proprio su quel palco”. Io allora le ho risposto: “So aspettare…”. Dopo quattro mesi avevo dimenticato quella conversazione. Un giorno suona il telefono… e il mio manager mi dice: “Tra due settimane sei a San Siro con la Nannini”. Ho fatto un salto sulla sedia! Gianna non aveva dimenticato la promessa! Mi ritrovai sul palco di San Siro a suonare insieme a lei, a Laura Pausini, Elisa, Fiorella Mannoia e tantissime altre artiste per l’evento “Amiche per l’Abruzzo”. Non dimenticherò mai quell’onda anomala di energia che vibra la musica davanti a 60.000 persone!
Ho visto che sei anche una autrice. Hai scritto un romanzo: “Diario di un violino”.
Ogni violino ha una suo storia e soprattutto ha un vissuto personale di molte storie impresse nel suo legno. Prima di diventare uno strumento, il violino è era un albero. Qualcosa di vivo che ha visto tempeste, siccità, guerre e le vite di chi è passato e vissuto accanto. Mentre suona, uno strumento si racconta e in quei momenti io divento il “suo strumento” e attraverso le mie mani e le mie emozioni lui parla e comunica col pubblico presente.
Parli del tuo violino come fosse una persona in carne ed ossa. Se un giorno tu e il tuo violino poteste parlarvi cosa gli chiederesti?
Chiederei che sentimenti prova ogni volta che suona. Una volta, alla fine di uno spettacolo, mi ritrovai nel camerino da sola. Presi il mio violino e lo portai al petto. Il cuore mi batteva così forte per le emozioni appena vissute che in quel momento potevo sentire le vibrazioni della sua anima di legno così’ intensamente da percepire quello che aveva vissuto prima di arrivare tra le mie mani.
 
SAULE KILAITE – violinista, solista, performance artist, compositrice e
scrittrice di origine lituana.
Il suo stile fonde il mondo della musica classica con quello della tradizione
etnica e moderna.
I suoi lavori spaziano dalla musica alle performance multimediali,
dall’ideazione e regia di piece teatrali alla scrittura di romanzi.
Oltre ad alcune incisioni di brani inediti, la sua discografia contiene
interpretazioni originali per violino solista di cover più conosciute della musica
leggera, reinterpretazioni di brani celebri di musica classica, colonne sonore
e brani tratti dalla tradizione etnica di diversi paesi del mondo.
Il suo progetto artistico Violin Performance è basato sull’unione di cinque
arti:
Musica, Danza, Pittura/Video arte, Letteratura e Teatro.
L’artista ha una intensa serie di collaborazioni per incisioni di colonne sonore
e dischi, passaggi televisivi, spettacoli teatrali e concerti live.
Nel corso della sua carriera ha potuto spaziare tra diversi stili musicali:
Classica, Leggera, Etnica, Pop, Jazz, per approdare alla corrente
Neoclassica,
grazie anche a numerose collaborazioni con grandi artisti internazionali:
Laura Pausini, Gianna Nannini, Eros Ramazzotti, Cesare
Cremonini, David Guetta, Piero Cassano e Michael Bublé.
Nel 2009-2010 è stata protagonista musicale su Rai 2 per centosettantacinque puntate nella trasmissione quotidiana “Italia Sul 2”, affrontando contemporaneamente prestigiosi palchi in Italia e in Europa.
È protagonista del graphic novel da collezione “Saule – La Quinta Stagione”, un racconto fantascientifico che riporta la violinista dall’epoca “vivaldiana” ai nostri giorni. Il lavoro editoriale è stato firmato dal “guru del fumetto italiano” Antonio Serra, collaboratore di Bonelli Editore (Dylan Dog, Martin Mystère, Nathan Never). In campo cinematografico ha partecipato come guest al film “Still Life” di F.Cipriano e “Story of a Luthier” di A.Bona I prossimi progetti dell’artista prevedono la realizzazione del suo quinto album discografico, unito allo spettacolo teatrale ispirato al suo romanzo d’esordio ”Diario di un Violino” distribuito da Feltrinelli.
www.saule.it
Official facebook – Saule.Kilaite.Violin
Canale Youtube – Saule Kilaite
Foto di copertina stefano caporelli – elaboraz mimmo verduci