SESSO A VOLONTA’ A HOLLYWOOD

DI MASSIMO NAVA

Sesso a volontà a Hollywood.
Trovo abbastanza ridicolo lo scandalo per molestie sessuali che fa tremare Hollywood e getta nella polvere il suo re Weinstein (bianco, origini tedesche presumo, somma di vino e pietra). Per carità, solidarietà assoluta a dive e stelline, a conigliette in cerca di successo, a modelle in ascesa, ma mi chiedo se non potevano denunciare prima (non avrebbero perso il lavoro, come capita a qualche coraggiosa operaia o segretaria, nessuno le avrebbe messe alla gogna come capita a milioni di donne anonime con l’odiosa frase “se l’é cercata” per “colpa” di una minigonna su un autobus o in una strada buia). C’é uno sgradevole sapore di classismo anche in questa vicenda da ricchi e famosi in cui qualcuno ha deciso di rompere regole, silenzi e omertà. Aspettiamo che si rompano anche ai piani alti delle multinazionali, nei corridoi della politica e delle aziende, e che si trovi la giusta misura nel nostro teatrino quotidiano in cui corteggiare é pericoloso e non essere corteggiati un dramma. E dato che siamo negli Usa, la storia sarebbe ancora piú appassionante se da Hollywood, fra realtà e finzione, ci spostassimo a Washington, fra finzione e realtà.

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