ALIMENTI A DUE QUALITÀ. UNA PRATICA COMMERCIALE DA DENUNCIARE

DI CECILIA CHIAVISTELLI

Jean-Claude Juncker da qualche mese si trova a risolvere una questione particolarmente delicata sottoposta dai paesi riuniti nella sigla V4, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, l’Ungheria e la Polonia, ma che si presuppone coinvolga tutte le nazioni dell’ex blocco sovietico e come Juncker stesso ha ammesso, non è un problema insignificante.
Le grosse industrie alimentari europee hanno immesso sul mercato di diversi paesi dell’est dei prodotti in tutto e per tutto uguali, nella confezione e nel peso, a quelli che si trovano nei supermercati tedeschi, austriaci, francesi, ma con diversa composizione e purtroppo anche qualità inferiore. Il commissario europeo Vera Jourova, responsabile della protezione dei consumatori nella Commissione europea, ha detto: “È tremendo che dopo tanti anni dalla caduta della cortina di ferro, abbiamo il doppio della qualità nei prodotti alimentari, questo suggerisce che forse alcuni produttori pensano che i consumatori sono di due qualità diverse”.
La slealtà commerciale delle aziende produttrici è vietata in tutta la Comunità europea, e per il fatto che siano stati distribuiti sul mercato prodotti diversi proprio in quelle nazioni accolte nel mercato comune dopo lo scioglimento dell’URSS ha fatto diventare il problema etico, sociale e politico, oltre che fraudolento. I paesi V4 chiedono che siano istituiti dei controlli e che si risolva con un procedimento a carico delle industrie disoneste.
Le differenze di qualità dei prodotti venduti con la stessa confezione sono stati dimostrati da uno studio commissionato dal Ministero dell’agricoltura ceco. Sono stati confrontati dall’Università di Tecnologia Chimica a Praga dei prodotti acquistati in Repubblica Ceca, Germania, Austria e Slovacchia. Gli esperti hanno scoperto che tredici di questi prodotti erano assolutamente diversi, cinque con poche differenze, e solo tre identici.

Secondo quanto riporta idnes.cz, “È stato scelto Kaufland come marchio presente in tutti i quattro paesi presi in considerazione” ha detto Jan Pivoňka, coordinatore del test. I cinque prodotti leggermente diversi avevano un volume più piccolo rispetto alla confezione. Alcuni produttori non vogliono esprimersi o dare spiegazioni per la diversità dei loro prodotti, come per esempio per la pizza “Ristorante” Dr. Oetker e Ferrero Česká. La Henkel, per il suo prodotto Persil, ha giustificato la differenza con sistemi di lavaggio a temperature più basse. I responsabili del caffè Jacobs Douwe Egberts, scoperto con un quantitativo più elevato di caffeina, dicono che le modifiche dipendono dalle preferenze locali.
Altra storia per Danone con il suo Activia risultato diverso nei test. La portavoce afferma che la differenza è dovuta al sistema di processione del test. Kaufland è soddisfatto del risultato perché è stato rivelato un valore di batteri molto più elevato nello yogurt della Repubblica Ceca e la ricchezza dei batteri dà più valore allo yogurt.
Da qualche tempo le persone che si trovano vicine al confine preferiscono rifornirsi in supermercati di Austria e Germania, ma il problema va risolto alla fonte, attraverso un sistematico controllo e una denuncia.
Perché le regole dovrebbero essere uguali in tutti gli stati dell’Unione.
Perché nel momento in cui viene richiesto uno sforzo a tutti i paesi, in modo equo, per esempio nella risoluzione della crisi migratoria nessuno può trovare giustificazioni, come ora, che viene trattato da paese di serie B.