ASIA ARGENTO E LE ALTRE DENUNCIANO LO STUPRO CON 20 ANNI DI RITARDO

DI PAOLO DI MIZIO

Condivido il parere di Selvaggia Lucarelli. Asia Argento dopo 20 e passa anni dice “Fui violentata”. Non dice però che lei è stata l’amante fissa di Weinstein per anni, il quale l’ha fatta lavorare, l’ha lanciata sul mercato americano e le “faceva regali costosissimi“.
Le altre sante donne (Paltrow e compagnia bella) si ricordano di condannare Weinstein solo quando lui è in disgrazia. Quando era potente, una di loro (Paltrow o un’altra, non ricordo) lo definì “Un re del cinema mondiale… anzi, un Dio!” durante una cerimonia degli Oscar. Allora dunque non era un maiale schifoso come le “sante” di Hollywood lo definiscono adesso, dopo 20 anni e decine di film da loro interpretati cone attrici di punta sontuosamente pagate con milioni di dollari.
Francamente a queste signore ipocrite preferisco lui. Avrebbero potuto stare zitte, almeno. Invece hanno azzannato la preda non appena l’hanno vista ferita e debole. Ipocrite, false e vigliacche. Umanamente peggiori di lui.

Selvaggia Lucarelli
11 ottobre alle ore 15:59 · Milano, Lombardy ·
Questa faccenda di Weinstein, produttore potente e bavoso di Hollywood, che molesta le attrici presenta numerosi punti oscuri e francamente non tutti esattamente edificanti pure per le donne.
Lui: un maiale. Sessuomane. Molestatore. Di quelli in cui si può inciampare, purtroppo. E succede pure in Italia. Ce ne sono di noti. Sono certa che parecchie ragazze famose e non che li hanno conosciuti sanno esattamente di chi sto parlando.
Qualcuna avrà scelto di assecondarli e di lavorare in virtù di quel sì, qualcuna se ne sarà andata con un no, però standosene zitta e sperando di non avere ritorsioni sulla carriera. Di uno di questi avevo a lungo sentito parlare, l’ho conosciuto anni fa e sì, fu molesto e fuori posto. Gli dissi “Sei più intelligente di quello che stai facendo”, si ricompose, si scusò e tanti saluti. E’ stato mortificante, ma non mi sono sentita obbligata né manipolata psicologicamente come può accadere a una ragazzina di 13 anni. Mi sono sentita in imbarazzo. Umiliata. Siamo adulte, le molestie sono orrende ma non sono violenze sessuali. Possiamo dire no.
Detto ciò, mai lavorato con lui. (e con altri) Mai vissuta con grande frustrazione. Di gente perbene ce n’è, basta scegliere. E non mi sento neppure un’eroina né voglio medaglie o pubblicità, altrimenti racconterei dettagli e molto altro. Non ho neppure un particolare astio nei confronti di quelle che invece ci vanno e ci stanno. Ognuna si dà il valore che desidera. Se per te un ruolo vale una scopata, tanti auguri. Non sei il mio modello di riferimento, ma francamente mi piace ancor meno un’altra categoria di donne. Quella di coloro che fanno lo stesso ma non riuscendo ad assolversi, cercano di vendersi come delle virtuose costrette dalle circostanze.

Leggo dal sito dell’Ansa:
“Nel ’97, Asia Argento racconta di aver ricevuto un invito per un party della casa produttrice: quando arrivo’ pero’ non c’era alcuna festa, ma fu portata nella suite di Weinstein. Li’, nonostante lei abbia ripetutamente tentato di sottrarsi, e’ stata costretta a subire del sesso orale, dopo che Weinstein le sollevo’ la gonna. “Mi terrorizzava, era un uomo troppo grosso per me. E’ stato un incubo”, ricorda l’attrice, che alla fine di quel rapporto disse: “Non sono una prostituta”. E Weinstein – racconta – comincio’ a ridere. “Non ho detto nulla finora perche’ avevo paura che potesse distruggermi come ha fatto con molte altre persone. Che potesse rovinare la mia carriera”.
Argento ricorda quindi di aver poi frequentato per anni il produttore, avendo con lui anche rapporti consensuali: “Sembrava ossessionato da me, mi faceva molti regali costosi”. Ma quell’episodio iniziale ha comunque segnato la sua vita per anni: “Mi sono sentita responsabile. Se fossi stata una donna forte gli avrei dato un calcio nelle palle e sarei scappata. Ma non l’ho fatto. E’ stato un trauma orribile”.

Ora. Francamente. Vai a letto con un bavoso potente per anni e non dici di no per paura che possa rovinare la tua carriera.
Legittimo.
Frigni 20 anni dopo su un giornale americano raccontando di tuoi rapporti da donna consenziente tra l’altro avvenuti in età più che adulta, dovendo attraversare oceani, con viaggi e spostamenti da organizzare, dipingendoli come “abusi”.
Meno legittimo.
Ad occhio, sono abusi un po’ troppo prolungati e pianificati per potersi chiamare tali. E se tu sei la prima a dire che lo facevi perché la tua carriera non venisse danneggiata, stai ammettendo di esserci andata per ragioni di opportunità.
Nessuno ti giudica, Asia Argento.
Però ti prego. Paladina delle vittime di molestie, abusi e stupri, anche no.
Facciamo che sei finita in un gorgo putrido di squallidi do ut des e te ne sei pentita. Con 20 anni di ritardo però.