CAMPIONATO CON GARBO. IL NAPOLI VOLA, LA JUVE CADE, L’URAGANO ICARDI LANCIA L’INTER

DI DANIELE GARBO

Un uragano si abbatte sull’ultimo week end di serie A, lasciando tracce profonde sulla lotta scudetto: il Napoli ottiene l’ottava vittoria consecutiva, la Juventus subisce allo Stadium la prima battuta d’arresto in campionato dopo una striscia infinita senza sconfitte, l’Inter porta casa uno dei derby più appassionanti degli ultimi anni e potrebbe avere decretato la fine dell’avventura di Montella sulla panchina del Milan.

Il Napoli passa trionfalmente per la seconda volta all’Olimpico, respingendo l’attacco di una Roma inferiore alle attese, ma anche falcidiata da assenze pesanti. L’ottavo sigillo della squadra di Sarri certifica l’attendibilità della sua candidatura allo scudetto e la sensazione diffusa è che possa essere l’anno giusto. Il Napoli gioca il miglior calcio della serie A, è un meccanismo quasi perfetto, ha migliorato il rendimento della difesa, guidata da un monumentale Koulibaly, e soprattutto dà l’impressione di essere maturata moltissimo rispetto al recente passato.

Sarri ha alternative abbondanti soprattutto a centrocampo, mentre la coperta è cortisssima in attacco, dove Insigne, Mertens e Callejon non hanno sostituti. E siccome il campionato è una maratona giunta soltanto all’ottavo chilometro, ecco che qualche cautela è d’obbligo. Soprattutto per una considerazione: il Napoli ha anticipato la preparazione estiva per presentarsi al meglio ai preliminari di Champions League ed è possibile, se non addirittura probabile, che gli azzurri accusino una flessione atletica tra novembre e dicembre, in concomitanza con le sfide decisive di Champions. Ora il problema di Sarri sarà quello di distribuire tonnellate di bromuro a un ambiente e a una città che sognano a occhi aperti lo scudetto 27 anni dopo Maradona.

La Roma è parsa un gradino sotto agli azzurri, il gioco di Di Francecso è ancora farraginoso, ma c’è tempo per migliorare, soprattutto se il tecnico potrà lavorare in pace e recuperare giocatori importanti che finora gli sono mancati.

La sorpresa della giornata è senza dubbio la vittoria della Lazio nel salotto della Juventus, dove i bianconeri non perdevano da oltre due anni. Una vittoria fortunata, ma sicuramente non illegittima perchè la squadra di Simone Inzaghi ha confermato di essere una bella realtà di questo campionato, disputando una partita di grande sostanza. Nessuno rimpiange più Biglia perchè a centrocampo Lucas Leiva e Luis Alberto sono pressochè perfetti, Milinkovic Savic (destinato a diventare un fuoriclasse, se già non lo è) è sempre più decisivo e finirà inevitabilmente nel mirino delle grandi d’Europa, lì davanti Immobile è una sentenza inappellabile.

Complimenti al tecnico, che – non dimentichiamolo – era destinato alla panchina della Salernitana ed è stato richiamato in extremis, dopo il rifiuto di Bielsa a Lotito. Ma complimenti anche a Igli Tare, il direttore sportivo che non sbaglia un colpo ed è il vero patrimonio della società biancoceleste.

La Juventus avrebbe potuto pareggiare e non avrebbe rubato nulla, considerato il rigore fallito da Dybala all’ultimo secondo. Ma la squadra bianconera denuncia evidenti impacci in difesa, non solo a causa della partenza di Bonucci, e nella gestione della partita, com’era già accaduto a Bergamo. Inoltre mister 90 milioni, il commendator Higuain (titolo dovuto alle rotondità inconsuete per un centravanti) sembra il nonno del Pipita che tutti conoscevamo. L’argentino si aggira ai confini del gioco, appare sfiduciato e sbaglia cose che il vero Higuain non avrebbe mai sbagliato. E questo rischia di rappresentare un problema di difficile soluzione per Allegri.

A inseguire da vicino il Napoli è rimasta l’Inter, lontana appena due punti e reduce da 7 vittorie e un pareggio in 8 giornate. Contro il Milan è riesploso Icardi, che ha praticamente vinto il derby da solo con una fantastica tripletta. Solo l’ineffabile CT dell’Argentina Sampaoli può preferirgli lo sconosciuto Benedetto, un autentico ectoplasma in confronto a Maurito.

Si dice che l’Inter non giochi bene, e questo è in parte vero. Però intanto la squadra sta crescendo come personalità e autostima e al posto delle rivali nella corsa allo scudetto non dormiremmo sonni tranquilli, anche considerando il fatto che i nerazzurri possono dedicarsi anima e corpo al campionato, non avendo le coppe europee, dettaglio tutt’altro che secondario.

Il Milan del primo tempo è un oltraggio al calcio, quello del secondo una squadra ricca di voglia che a un certo punto, dopo il secondo pareggio, ha pensato addirittura di vincere il derby, ma è stata castigata proprio allo scadere da una follia di Rodriguez che ha mandato Icardi sul dischetto per il rigore decisivo. Fossimo in Montella saremmo seriamente preoccupati per il posto di lavoro.

Napoli e Roma sono ora attese da due sfide delicatissime in terra britannica contro Manchester City (che ha rifilato 7 gol allo Stoke City) e Chelsea, battuto dal Crystal Palace ultimo in classifica. Ormai compromesso il campionato, Conte punterà tutto sull’Europa e per questo la trasferta di Londra è molto complicata per il giallorossi. Più semplice sulla carta il compito che attende la Juventus contro lo Sporting Lisbona allo Stadium.

E sabato il Napoli ospiterà l’Inter in una sfida fantastica che chiarirà molte cose. E non dimentichiamo che quest’anno, a differenza delle scorse stagioni, in chiave scudetto risulteranno probabilmente decisivi gli scontri diretti, che saranno numerosi.