FILM DI GUERRA, IERI E OGGI

DI ALBERTO CRESPI

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Approfittando di un pomeriggio libero ho finalmente visto “Dunkirk”.

Bah!

Mi ha fatto arrabbiare sin dalla prima inquadratura: quei cinque soldati che camminano per una strada tutta circondata da casette linde anni ’70-’80. Possibile che una simile mega-produzione debba cadere su simili cose? Anche le (poche) immagini della città e del lungomare dall’alto sono imbarazzanti, con i condomini moderni in bella vista.

Poi il film migliora, per carità. Ha immagini spettacolari, una colonna sonora bellissima che è l’unico vero collante narrativo, un paio di momenti fortissimi (l’apparizione di Cillian Murphy sul relitto in mare, la scena di Jack Lowden che tenta di uscire dall’aereo). Le battaglie aeree sono girate benissimo.

La scansione temporale è la classica esca per i gonzi: Nolan non la tiene né la giustifica, “Il cielo” dura ben più di un’ora, “Il molo” non dura affatto una settimana e comunque le tre tracce non si incrociano bene, ma forse non se ne accorge nessuno. Nolan, da “Memento” in poi, è uno che non fa un film narrativamente lineare nemmeno se lo prendono a bastonate. La cosa buffa è che qualcuno ci caschi.

E’ un film del tutto “teorico”, senza personaggi che non siano semplici corpi in fuga, senza umanità. L’unico momento commovente è il finale, ed è commovente per le parole di Winston Churchill!

E’ ovviamente un film interessante e con alti valori tecnici, ma chi ne ha parlato come del più grande film di guerra di tutti i tempi dovrebbe essere obbligato a vedere in ginocchio sui ceci “Full Metal Jacket”, “Apocalypse Now”, “Va’ e vedi” di Klimov e qualche vecchio classico come “Orizzonti di gloria”, “La grande guerra”, “All’Ovest niente di nuovo”, “La grande illusione”, “La sottile linea rossa”, “Salvate il soldato Ryan” e qualche altra dozzina di film. Persino “Black Hawk Down” di Scott, come film “senza personaggi”, mi sembra migliore.

In quanto a Nolan, mi piacerebbe curiosare nella sua videoteca per vedere se c’è il dvd di “Apocalisse nel deserto”, documentario visionario di Werner Herzog e Paul Berriff sulla prima guerra in Iraq. La seconda foto qui sotto è tratta da quel film.

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