“QUANDO SOFFIA IL VENTO”, EINSTEIN FREUD E “LA NUBE PURPUREA”

DI FRANCESCA DE CAROLIS

Film d’animazione di Jimmy T. Murakami, comparso nell’autunno del 1986, culmine di Guerra Fredda. “Quando soffia il vento” propone lo spettro della guerra nucleare. Scambio di lettere fra Einstein e Freud che si chiedono ‘Perché la guerra?’. Interrogarsi su dove vada il mondo, e su cosa sia il male, la violenza e la morte. «Da rileggere, rileggere assolutamente, per non perdere il prezioso messaggio dei due scienziati, perché è quanto mai ancora vero che l’avvenire di cui parlano è ancora il nostro presente», suggerisce Francesca de Carolis.
Infine, ‘La nube purpurea’ dello scrittore di origine irlandese Matthew Shiel. Fantastoria di un viaggio attraverso la terra affollata di morti e relitti, dopo il passaggio di una grande nube che ha steso sul mondo un velo purpureo.. Libro scritto nel 1901.

Un po’ me ne vergogno, ma proprio non lo conoscevo… prima che ne leggessi nell’articolo di Enzo Lavagnini che, a proposito di follie dell’uomo, ricorda “uno dei più vibranti ed efficaci atti d’accusa contro la follia dei governi e della guerra nucleare”: “Quando soffia il vento”, film d’animazione di Jimmy T. Murakami, comparso nell’autunno del 1986. E io che per i film d’animazione vado matta, sono andata subito a cercarlo, per colmare la lacuna…
Ha proprio ragione Lavagnini, che lo definisce “splendido esempio di delicatissima animazione d’annata”. Ha ragione soprattutto a riproporlo adesso che quella follia che pensavamo di avere lasciato alle spalle, insieme al tempo della guerra fredda, sembra stia ancora prendendo il mondo…
Come se la lezione della storia non fosse servita a nulla… Hiroshima, Nagasaki… le foto, i terribili documenti … tutto quello che abbiamo visto e tutto quello che non abbiamo visto ma possiamo immaginare… lasciato a sbiadire in un cassetto della memoria, sempre più sgranata, come il bianco e nero delle pellicole dei documenti di allora…

Ma il film di Murakami ridà a quella storia il colore del presente, ce la fa sentire tanto vicina, la fa entrare nelle nostre case, nei nostri corpi, nell’anima… perché di quella follia racconta l’insinuarsi, fino a stravolgerla, nella vita “normale” di tutti i giorni. Raccontando di una guerra nucleare che sorprende un’anziana, tenerissima coppia, che vive nella campagna inglese. Jim e Hilda, e le parole fra loro leggere…
“Ciao micia”, “ciao micio… passata una buona giornata?”
“Sono stato tutto il giorno in una biblioteca pubblica… Saremo tutti coinvolti, lo chiamano deterrente nucleare…”, “ Oh, chi ci crede più ai politici…. vuoi salsiccia o polpettone?”
“Salsiccia. Il fatto è che tutta la baracca potrebbe saltare in aria…” . “Quale baracca…?! Ti vanno bene le patatine?… Ma di che stai parlando?”
“Dicono che forse ci sarà la guerra…”. “Siamo sopravvissuti all’altra, sopravviveremo a questa..”
“Ma c’è di mezzo la storia del big bang…”

La guerra esplode tre giorni dopo, e per fortuna che Jim ha preso degli opuscoli ufficiali con le istruzioni su come affrontare l’attacco nucleare, e costruisce il suo improbabile rifugio in cantina.
“Guai a te se mi scortichi la vernice…”.
“Dobbiamo avere scorte per due settimane”, “Allora ordina il latte dal lattaio”.

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