AUSTRIA: VINCE L’ONDA NAZISTA

DI LUCIO GIORDANO

Cosa ci insegnano le elezioni in Austria di ieri? Semplice. Che le consultazioni politiche in Italia e nel resto d’Europa si vincono ormai sui migranti, il ventre molle del vecchio Continente. Che un battage mediatico alimentato dai soldi e dal vento reazionario  delle multinazionali e del mondo finanziario è riuscito a convincere anche Vienna della necessità di bloccare i flussi migratori e far gridare ad un popolo tramortito dalla crisi:  l’Austria agli austriaci. Kurz, poche storie, ha vinto cosi. Il ragazzino inesperto e fighetto di soli 31 anni, ha inventato un paio di parole d’ordine e con quelle ha vinto. Ha spostato l’asse dei popolari molto a destra parlando alla pancia ignorante del Paese. Che non sa. E che vede solo profughi (in Austria sono pochi per la verità), che rubano posti di lavoro. I pochi che restano, in realtà

L’Europa sorda e cieca  non ha capito neanche ieri. E di questo passo continuerà a non capire. Proseguendo infatti  a dar ascolto alla Troika, alle sue politiche reazionarie, liberiste  e  quindi non espansive, i nazismi riprenderanno a crescere, dopo 70 anni di benessere diffuso. Il risultato  è che l’ Austria felix, non esiste più. Esiste un popolo incazzato, che va all’estrema destra, che rinuncia all’ambiente, alla solidarietà, temi fondamentali fino a ieri, per tutti gli austriaci. Ripudiano il cristianesimo, insomma, e puntano sull’individualismo. Al massimo, il popolo ignorante, per scaricarsi il senso di colpa,  potrà urlare: ognun per sè e Dio per tutti. Lavandose le mani, come Ponzio Pilato.

Da oggi, dunque, con il 31, 6 per cento dei voti, un giovane viennese, dalla camicia inamidata e lo sguardo da modello, il completo inappuntabile  e la giacca strizzata  da manichino della Standa, si prende in mano l’Austria. Perfetto prodotto da laboratorio, non c’è che dire.  Del resto, il mondo delle banche, anche nella piccola Austria, questo voleva: un fido difensore delle politiche liberiste e repressive. Con lui , quasi sicuramente, andrà al governo anche il partito nazista di Strache. Sì,  quello stesso partito  che ha rischiato di  far diventare presidente della Repubblica Austriaca Norbert Hofer. Dal canto loro, i socialdemocratici pagano le ambiguità del passato, il fatto di  esser diventati i camerieri dei poteri forti, che poi li hanno usati e gettati per il più affidabile Kunz.

Facile immaginare quello che accadrà da qui a breve: chiusura delle frontiere, ordine,  disciplina. E epurazioni  per tutti i dissidenti del pensiero unico. In pratica, quello che è capitato all’Ungheria di Orban. Non a caso lo stesso premier ungherese si è congratulato per primo con Kurz per la vittoria, fantasticando magari la rinascita dell’impero austro-ungarico. Applausi anche dagli altri componenti del gruppo Visegrad, tutti spostati a destra con le loro politiche anti.immigrati e il loro pugno di ferro in patria. Roba che in un’ Europa sana, quella immaginata da Altiero Spinelli , sarebbero stati  sbattuti fuori in tre secondi, per la loro professione di egoismo.

Tant’è. Lo scenario è davvero a tinte fosche. Dirsi allarmati è poco. Senza girarci troppo attorno, il neonazismo avanza a grandi passi nel  Vecchio Continente. Si congratulano con Kurz per la sua vittoria,  gli alfieri della destra estrema del nostro Paese, da Brunetta, a Salvini, a Gasparri. Tronfi, già pregustano la vittoria anche in Italia, con gli stessi programmi, gli stessi egoismi. Ecco allora qual’è l’insegnamento più chiaro e nitido dell’avanzata neo nazista: la sinistra torni a fare la sinistra, batta casa per casa il popolo degli ultimi, dei disoccupati. Recuperi coscienze e voti. Altrimenti, e non è uno scherzo, le ss torneranno presto ad occupare Roma, con tutti i disastri che ne seguirebbero Prendere sotto gamba questo scenario a dir poco inquietante,  sarebbe solo da idioti con la testa tra le nuvole.