SONO COME TU MI VUOI. SESSO A PARTE

DI OLIVIA GOBETTI

Nell’intimità può risultare accattivante spargere sul rapporto di coppia un pizzico di peperoncino: quando l’eros sonnecchia e sprofonda tra i rassicuranti cuscini di un lungo ménage, ecco che un cambio di ruolo, un’immagine diversa o, addirittura, un momentaneo cambio d’identità, possono risvegliare da quel letargo sessuale che non risparmia alcun matrimonio o fidanzamento datato. Così, flaccidi ragionieri abbandonano la canottiera d’ordinanza per infilarsi la tuta un po’ sdrucita di un idraulico assatanato, il perizoma leopardato di un attore porno o il mantello del supereroe preferito. E operose casalinghe diurne con persistente emicrania serale, buttano l’anonima mutanda ascellare modello “Bridget Jones”, per trasformarsi in crudeli regine del bondage o in angeliche Lolite un po’ perverse.
Ma che cosa accade quando la finzione entra nel mare sterminato di internet? Quando dietro a una fredda tastiera qualcuno decide di impossessarsi di fotografie o frasi altrui spacciandole per le proprie? Quando il canuto ragionier Rossi diventa una gnocca spaziale di facili costumi e una casalinga disperata si trasforma in un’avvenente giovane donna in carriera? Attrarre, sedurre, apparire. Sentirsi importanti attraverso l’altrui approvazione e uscire da una vita anonima e incolore. Una volta, c’erano le strette di mano a significare la stima. Oggi esistono i “like”. Tutto, o quasi tutto, ruota attorno a una mera illusione. I rapporti, quelli veri, sono sempre più in fase calante. La chat è diventata uno strumento di piacere, uno zuccherino che addolcisce un’esistenza che non ci piace e che siamo costretti a subire. Un teatro dove poter recitare senza il timore di un pubblico vero che ci guarda negli occhi e giudica la nostra performance.
Ingannare il prossimo in uno spazio virtuale, è forse meno grave? Il proliferare dei cosiddetti fake o “catfish” la dice lunga su questa ipotesi. Vale la pena di soffermarsi sulla storia recente di una ragazza di Lecce. Una giovane come tante, fidanzata da diversi anni con un coetaneo. La loro storia va avanti in modo lineare, senza particolari scossoni. Sì, vero, lui ha smesso di corteggiarla, la desidera di meno rispetto ai primi tempi del loro rapporto, ma è convinta che tutto rientri nella normalità. Quando il suo sguardo incontra lo specchio, non si riconosce: è un po’ pallida senza trucco, si vede che da un po’ ha rinunciato a un minimo di civetteria femminile. Tanto il suo ragazzo, non si accorge mai di nulla…
La sera, per distrarsi, accende il computer e naviga sul suo social preferito. Sulla chat conosce un uomo particolarmente attraente, un commissario di polizia torinese. I due iniziano un dialogo fitto fitto, lei si abbandona a confidenze e lui fa altrettanto. La sintonia è perfetta e poco a poco, la ragazza si sente particolarmente coinvolta. Lui la corteggia discreto, ma quando capisce che lei è cotta a puntino, si lancia in frasi bollenti ed esplicite che lei ricambia con altrettanta passione. A questo punto, la ragazza interrompe il fidanzamento precedente e si dedica totalmente a questo nuovo ed entusiasmante amore virtuale. La loro alcova è la chat e lei, in un primo tempo, evita di porsi delle domande. La loro relazione è tenera e appassionata, anche se i litigi e le gelosie non mancano. Il sesso virtuale è intrigante, ma adesso lei vorrebbe finalmente incontrare l’uomo dei suoi sogni. Lui si scusa, il lavoro raramente gli permette trasferte e distrazioni… Il tempo passa veloce tra frasi e foto osée, insieme a promesse di amore eterno e incondizionato.
Un giorno la ragazza trova casualmente su internet la stessa foto profilo del suo “amore”. Una foto che corrisponde a un altro uomo, un altro nome, un’altra vita… Incredula e senza parole, cerca di scoprire la verità. Il suo amato, preso alla sprovvista, si arrampica sugli specchi per cercare di fornirle spiegazioni plausibili, ma lei a questo punto nutre forti sospetti. Compone il numero di casa e lo chiama: le risponde una voce femminile. Ormai, la magia è svanita e la realtà si mostra in tutto il suo squallore: il sedicente commissario è una donna, una conterranea con alcuni anni in più.
Dopo ben tre anni di relazione amorosa, alla ragazza non rimane altro che sporgere denuncia alla Procura per sostituzione di persona.
Ora, mi sorgono spontanee un paio di domande: non è strano che la signorina in questione, per quanto ingenua possa essere, non abbia mai preteso di vedere in faccia il suo bel commissario? Esiste Skype, ad esempio… Tutti gli innamorati, virtuali e non, lo utilizzano per sentirsi vicini nella lontananza. E le telefonate? Possibile che il suo lui avesse sempre la voce del cantante dei Cugini di Campagna?
Parlando di finzione, forse, anche noi potremmo essere stati attratti e catturati da una notizia falsa, cadendo nella trappola. O no?