ANCHE NOI POSSIAMO ESSERE WEINSTEIN

DI LUCA BILLI

Harvey Weinstein è malato e quindi deve essere curato in una qualche lussuosa clinica privata? No, Harvey Weinstein è un uomo che ha usato tutto il suo potere per commettere delle violenze su molte donne e quindi merita il carcere. Io non sono un tipo violento, ma volentieri a uno come lui lo taglierei; di netto. Detto questo credo che questa vicenda non riguardi solo lui e le sue vittime, ma in qualche modo tutti noi.
Da quanti anni Harvey Weinstein usava il suo potere in questo modo? Molti, probabilmente più di venti. Quante donne hanno subito le sue violenze? Molte, troppe. Quante persone sapevano o sospettavano? Molte di più di quelle che in questi giorni si sono scandalizzate. Infatti cosa è successo in questi anni? Niente. Perché quelle donne avevano troppa paura di denunciarlo, perché sapevano che non sarebbero state credute, che sarebbero state derise, oltraggiate, accusate di cercare pubblicità, perché loro sarebbero state considerate colpevoli e Weinstein la vittima. Perché gli uomini che sapevano erano pavidi o invidiosi – magari quelle bellissime donne si fossero concesse anche a loro – o peggio pensavano che Weinstein avesse un qualche diritto di chiedere quello che chiedeva, in cambio di una parte in un film di successo.
Mi piacerebbe pensare che la spettacolare caduta di Harvey Weinstein sia una vittoria delle donne, il segno che qualcosa sta finalmente cambiando. A leggere molti commenti – terribili quelli di tante donne – sulle attrici che hanno denunciato Weinstein sembra proprio di no. Temo che Weinstein sia caduto adesso solo perché non è più così forte come prima, quando pretendeva sesso dalle sue attrici, sapendo che sarebbe rimasto impunito. Per chi voleva togliere di mezzo il vecchio leone che mezzo migliore di uno scandalo sessuale, vero e documentato, in cui non c’era nulla da inventare? Anche questa è una forma di violenza sulle donne, un modo sporco di usare il loro corpo.
Viviamo in una società in cui è normale usare il corpo delle donne, per vendere un’automobile o per farci votare un partito politico. Viviamo in una società in cui le nostre mogli, le nostre sorelle, le nostre figlie, se solo avessimo il coraggio di ascoltarle, potrebbero raccontare cosa è successo a loro, quando hanno incontrato il “loro” Weinstein, cosa è costato loro rifiutare o accettare quelle proposte. Viviamo in una società in cui noi stessi abbiamo dato un voto più alto a quella studentessa così carina o abbiamo promosso quella nostra collega così bella; poi magari non abbiamo avuto il coraggio di provarci, ma anche noi siamo stati Weinstein. E’ un film che non ci piace, ma che dobbiamo avere il coraggio di vedere.
Nessuno ci condanna per quel voto o per quella promozione, noi non ci condanniamo – non lo facciamo mai – e neppure le donne vittime di quel nostro abuso – sia quelle che ne hanno approfittato sia quelle che lo hanno subito, perché magari meritavano davvero quel posto – ma quel voto, quella promozione, sono una forma di violenza, o comunque sono un’ingiustizia e rappresentano la nostra debolezza e la nostra immaturità, perché, ancora una volta, abbiamo usato il corpo delle donne.
Noi non siamo Harvey Weinstein, non abbiamo il suo potere, non abbiamo le sue opportunità. Ma se avessimo quel potere? se avessimo quelle opportunità? Ovviamente possiamo mentire e dire che di fronte ad Angelina Jolie non ci avremmo neppure pensato. Oppure, come facciamo molto spesso, avremmo dato la colpa a lei. La bellezza delle donne non può continuare a essere il nostro alibi.
Il problema è che ci hanno insegnato a essere come Harvey Weinstein. E per questo non è malattia, come fosse il morbillo. E allora dobbiamo imparare un’altra lezione, completamente diversa: questa è la soluzione, l’unica soluzione possibile. Dobbiamo girare un altro film.
Ma ogni giorno ci allontaniamo da questa soluzione e soprattutto non facciamo assolutamente nulla affinché i nostri figli siano diversi da noi. E ogni giorno ci fanno vedere una spot pubblicitario in cui ci fanno desiderare Angelina Jolie, perché quel desiderio sessuale fa vendere più profumo. E così finiamo per considerare normale usare il corpo di una donna. Fino a che non siamo Harvey Weinstein e per spegnere quel desiderio possiamo prenderci direttamente quella donna.
Abbiamo bisogno di cambiare film. Dubito che da soli ce la faremo. Abbiamo bisogno di chiedere aiuto. Alle donne. Lo dobbiamo a noi stessi, ma soprattutto a loro.