SEI DONNA, MERIDIONALE E GUADAGNI POCO? PER PADOAN SEI IGNORANTE IN FINANZA

DI RAFFAELE VESCERA

“E’ donna, risiede al Sud, ha un livello basso di istruzione e un basso reddito. E’ questo l’identikit dell’analfabeta finanziario italiano che il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha deciso di debellare.” Di questo ci informa la Repubblica, aggiungendo che, a tale scopo,  Annamaria Lusardi è stata insediata  a capo del nuovo Comitato per l’educazione finanziaria con una cerimonia ufficiale avvenuta alla George Washington University.                                                                                          Insomma, essere donna, meridionale e di scarsi guadagni dà corso a un nuovo pregiudizio misogino, antimeridionale e antipopolare lanciato dal ministro Padoan e ripreso dai media, che accusa di ignoranza finanziaria  le donne, il Sud e le persone a basso reddito. Come se quel concentrato di vera ignoranza letteraria coniato dai “maghi della finanza” zeppo di parole incomprensibili quali “prodotti finanziari” che significano tutt’altro e altri strafalcioni semantici non servissero a ingannare la gente che si reca in banca o in un ufficio postale per aprire un conto corrente o per fare un deposito. Ti investono di parolacce estratte da un gergo cosiddetto “finanziario”, incomprensibile persino a un laureato in lettere, lo stesso gergo ingannevole che ha messo sul lastrico milioni di piccoli risparmiatori nelle banche truffaldine del Nord. Ma il pregiudizio dell’ignoranza viene scaricato ancora una volta sulle donne e sui meridionali. Provate a parlare di “prodotti finanziari” a uomini del nord riuniti in un’osteria alpina e vedrete quanti occhi stupiti vi guarderanno. Ma tant’è il cetriolo salta sempre per gli stessi.

E poi, perché mai, anziché “educare” la gente all’incomprensibile e artefatto linguaggio finanziario, il ministro delle finanze non decide di intervenire sulla scarsa trasparenza dei conti delle banche e sull’uso ambiguo e deviante che queste fanno di parole oscure nella ossessiva tentata vendita dei loro cosiddetti “prodotti” finanziari, che non hanno il coraggio di chiamare con il loro vero nome “operazioni finanziare ad alto rischio”? Entrare in banca oggi equivale ad entrare in una fiera di paese  dove accattivanti venditori provano a piazzarvi di tutto. L’inganno maggiore per i correntisti risiede nell’aumento unilaterale e ingiustificato dei costi per il mantenimento del conto, che raddoppiano e anche triplicano, cui segue la ricattatoria costrizione di “acquistare prodotti finanziari” se vogliono vedersi annullare la maggiorazione dei costi. Altro inganno, al momento dell’apertura di un nuovo conto è far credere nell’obbligatorietà di associare al conto l’acquisto di un loro cosiddetto prodotto. All’uopo, come già detto, abili venditori di fumo investono il povero malcapitato di parole oscure delle quali l’intimidito cliente spesso non ha il coraggio di chiedere il significato.

Avete presente quando vi trovate a viaggiare in macchina e uscendo dall’autostrada vi trovate davanti a un cartello che per indicarvi la strada vi dice “Asse attrezzato” o “Perimetrale” e nient’altro? Oppure quando uscite da una stazione ferroviaria e volete prendere un autobus per proseguire il viaggio, a voi che chiedete della stazione dei bus vi mandano al “Nodo intermodale”? O anche quando telefonando a un centro di prenotazione della Asl vi risponde una suadente voce femminile che vi chiede se intendete prenotare la visita “in regime istituzionale” o altro? Io lo chiamerei stupido terrorismo linguistico, a volte praticato per ingannare il cliente, come nelle banche, altre volte solo per esibire un’improbabile capacità di coniare inutili neologismi.

La risposta migliore a Padoan l’ha data in un commento una donna meridionale e di scarso reddito che ha offerto al ministro lezioni di economia su come far quadrare i conti di una famiglia con figli da mantenere e far studiare.