LA MANOVRA RESTRITTIVA CHE COSTRINGE L’ITALIA A RIMORCHIO DELL’EUROZONA

DI STEFANO FASSINA

Per un giudizio compiuto, dobbiamo leggere norme e tabelle. Ma dalla Nota di Aggiornamento al Def e dalle informazioni disponibili sul testo approvato dal CdM oggi è evidente che siamo di fronte all’ennesima occasione persa. Come scritto nella Nota di Aggiornamento al Def, la manovra è restrittiva, ossia incide negativamente per almeno mezzo punto di Pil sulle prospettive dell’economia reale. In tale quadro, conferma la ripetizione di interventi elettorali. Si insiste sulle decontribuzioni per le assunzioni dei giovani dopo il fallimentare esito dei 20 miliardi spesi a pioggia dal 2015. Sarebbe servito un piano triennale di investimenti pubblici in piccole opere di un punto di Pil all’anno, 18 miliardi, per mettere in sicurezza il territorio, alimentare domanda interna e buona occupazione. Invece, gli investimenti pubblici rimangono al minimo storico. La Sanità pubblica continua a veder diminuire le risorse a disposizione, mentre le insostenibili iniquità della Legge Fornero non vengono neanche affrontate. Così, la ripresa dell’Italia rimane congiunturale, a rimorchio della politica monetaria dell’eurozona.