MIGRANTI: PIEVANI, NON ESISTONO RAZZE MA ESSERI UMANI UGUALI E DIFFERENTI

DI CARLO PATRIGNANI

Non esistono razze umane. Esistono esseri umani tutti uguali, per il genoma identico, ma differenti, per le diversità individuali: è l’approdo cui sono giunti gli studi della genetica umana negli ultimi dieci anni. Approdo oggi condiviso e accettato dalla comunità scientifica.

Al filosofo e epistemologo Telmo Pievani, professore associato al Dipartimento di Biologia dell’Università degli studi di Padova, dove ricopre la prima cattedra italiana di Filosofia delle Scienze Biologiche, la chiarezza non fa proprio difetto: ha alle spalle anni di studi in biologia evolutiva e filosofia della biologica e esperienze di lavoro di alto livello negli Usa e in Italia.

Pertanto, la parola razza, se riferita ai 7,4 miliardi di esseri umani, tanti quanti siamo sul pianeta, è profondamente errata: razza va usata se riferita agli animali, aggiunge il filosofo e epistemologo, che condivide l’iniziativa presa da scienziati, filosofi e genetisti al Collegio Ghislieri di Pavia insieme alla Fondazione Umberto Veronesi, di raccogliere firme per modificare l’art.3 della Costituzione e cancellare la parola razza che per la scienza non esiste, ha chiarito il genetista Carlo Alberto Redi.

Il Sapiens è stato, nella sua lunghissima storia, sempre in movimento, si è spostato continuamente da un posto all’altro del pianeta, è stato molto mobile, per cui il nostro Dna è andato incontro a evoluzioni e modifiche. Oggi attraverso gli studi di genetica umana si stabilisce con il sequenziamento del Dna che il genoma è identico per tutti i 7,4 miliardi di esseri umani che abitano il pianeta: possiamo dirci, non più razza parola impropria, ma parenti stretti tutti uguali e tutti differenti, per proprie originali diversità individuali. E’ questa l’evidenza scientifica che emerge dagli accurati studi di genetica umana degli ultimi dieci anni, che ci hanno fornito oggi la prova regina, precisa Pievani.

Con l’acquisizione di questa prova regina: tutti gli esseri umani sono uguali per avere lo stesso genoma, si aprono nuove prospettive inedite su campi come l’antropologia e la filosofia e su questioni del tutto attuali, come i migranti. E’, inoltre, la smentita della teoria che portò 80 anni fa alla aberrante carta della razza, alle leggi razziali del Ventennio: è uno terremoto culturale?

Direi di sì. Cadono una sfilza di argomenti totalmente falsi del passato, come la razza ariana, la superiorità di una razza sulle altre e le stesse teorie di Heidegger e di Jung e dovrebbero, al tempo stesso, cadere anche quei pregiudizi, del tutto irreali, come l’arrivo di malattie dall’Africa per via dei migranti: da oggi dobbiamo cambiare il nostro linguaggio e parlare di grandi popolazioni di esseri umani e non più di razze, è la risposta del brillante filosofo e epistemologo che dalla reciproca influenza delle discipline biologiche e filosofiche intravvede la possibilità di arrivare a comprendere come funziona e come si forma la mente umana.

Possibilità quest’ultima già a portata di mano e ravvicinata: Pievani ha avuto modo, più e più volte, di incontrare e di dialogare con lo psichiatra dell’Analisi collettiva, Massimo Fagioli, l’autore della teoria della nascita.

Era molto interessato e attentissimo a tutto quel che accadeva nel vasto campo della ricerca sulla realtà umana – conclude Pievani dalle scienze biologiche all’origine dell’arte, dalla formazione del linguaggio alle pitture rupestri all’evoluzione della specie umana. E tantissime volte ha citato, nei suoi scritti e articoli, le nostre interessanti conversazioni. Sì, certo, la sua tesi che tutti gli esseri umani sono uguali per la nascita e che poi diventano diversi, trova oggi conferma. E’ la nascita è un fatto proprio della biologia, come il genoma, che essendo identico rende tutti gli esseri umani uguali ma differenti per le loro orginali diversità individuali. Come appunto l’identità e il pensiero.