SEMTEX, ESPLOSIVO DEL TERRORISMO CONTRO LA GIORNALISTA A MALTA

DI ENNIO REMONDINO


Esperti danesi e dell’Fbi al lavoro a Malta dove è esplosa la vettura della giornalista Daphne Caruana Galizia. «Siamo in uno Stato mafioso…dove vieni fatto a pezzi per il solo fatto di esercitare i tuoi diritti fondamentali e le tue libertà», denuncia Matthew Caruana Galizia, figlio della giornalista. Il giovane lancia pesanti accuse, parla di «cultura dell’impunità nella piccola isola Ue»

Quando di giornalismo si muore: Daphne e i MaltaFiles.
Lo scoop di Daphne Caruana Galizia sui legami tra il premier maltese e il regime azero. E prima ancora i segreti bancari dell’isola, paradiso fiscale per molti italiani e conti di mafia. Ieri la giornalista maltese è stata uccisa con un’autobomba. Aveva recentemente scoperto che una società della moglie del primo ministro dell’isola riceveva soldi dagli azeri con cui il governo aveva firmato importanti accordi energetici.

Era la più famosa giornalista investigativa maltese, scrive l’Espresso, che con la collega aveva collaborato più volte. Daphne Caruana Galizia, 53 anni, bruciata viva all’interno della sua auto a Bidnija, il villaggio dove la giornalista abitava insieme alla famiglia. Sei mesi fa aveva rivelato uno scandalo di petrolio e tangenti pagate dal regime dell’Azerbaijan ai vertici del governo maltese, coinvolgendo la moglie del premier Josep Muscat. Recentemente aveva anche raccontato come l’isola del Mediterraneo si sia trasformata in uno dei luoghi prediletti per il traffico internazionale di droga, facendo nomi e cognomi dei presunti protagonisti del business, primo fra tutti quello di Antoine Azzopardi.

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