E POI, DENTRO LE MURA DELLE NOSTRE CASE, C’È LA PIAGA DEL GIOCO ON-LINE

DI LUCA SOLDI

 

C’è il dramma di una generazione di adolescenti, di minori letteralmente circuiti dalla piaga dei giochi online. Uno su cinque dei nostri ragazzi, di figli, nipoti, si trova catapultato in una realtà che di virtuale ha solo le immagini scintillanti e le procedure di gioco ma di concreto, reale, rappresenta il primo approccio al mondo della dipendenza, al gioco d’azzardo.
Un mondo “luminoso” che nasconde una “piaga”, una “droga” che gli avvolge, gli trascina in un vortice fatto di sotterfugi, alibi, bugie, di distrazioni familiari.
Utilizzando quelle carte prepagate che i genitori confidano vengano utilizzate solo per acquistare qualche brano musicale, oppure dei programmi di utilità, i nostri ragazzi vengono attirati dalle sirene di un gioco che di ludico ha ben poco.
Entrano in un mondo aggirando facilmente quelle parvenza di “barriere” che i siti di giochi on-line utilizzano.
E così, come si eludono i controlli all’ingresso delle Sale Slot o negli altri locali pubblici, risulta ancora più facile, nel chiuso della propria cameretta, forzare quelle protezioni che dovrebbero arginare questi “ingressi vietati ai minori”.
La “paghetta” settimanale diventa così strumento complice di una deriva incontrollabile che avvicina tanti minorenni al mondo di un successo che si vorrebbe facile ma allo stesso tempo impossibile.
Le cosiddette carte-prepagate si trasformano nel Cavallo di Troia che consente di entrare in quella “realtà” che prelude alle scorciatoie verso difficoltà della vita, quando va’ bene e dopo alle ludopatie, quando le cose degenerano.
Subdolamente si fa’ così entrare il “gioco d’azzardo” nelle nostre case ed allora meravigliarsi di quei numeri diventa un inutile esercizio di una morale che le nostre famiglie non riescono da sole a tutelare.
E così mentre 400000 bambini fra i 7 ed i 9 anni, secondo la ricerca della Società Italiana Medici Pediatrici, si ritrovano invischiati in un “gioco” più grande di loro, uno Stato che continua ad improvvisarsi biscazziere non riesce neppure a calcolare i costi umani e sociali di questa piaga di proporzioni bibliche.
A tutti noi la necessità di una “sveglia”, di maggiori attenzioni, di protezioni davvero efficaci all’accesso dei siti.
Ed ancora, alla necessità di rendere evidente la volontà di ridurre le pubblicità, più o meno occulte, al gioco d’azzardo ed infine di uno stop alle concessioni.