ARGENTINA, CASO MALDONADO: I FAMIGLIARI RICONOSCONO IL CORPO DAI TATUAGGI

DI FRANCESCA CAPELLI

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE A BUENOS AIRES

Non c’è stato nemmeno bisogno di aspettare l’esame del Dna dell’autopsia. I familiari hanno riconosciuto i tatuaggi e hanno identificato il corpo trovato mercoledì nel fiume Chubut come quello di Santiago Maldonado, il giovane scomparso il 1 agosto scorso nel sud del paese, durante lo sgombero di un’occupazione di una comunità mapuche. Secondo le prime osservazioni, sul cadavere non ci sarebbero segni di ferite, ma saranno i risultati definitivi dell’autopsia a stabilire la data e le cause della morte.
Secondo vari testimoni, Maldonado era stato caricato a forza su una camionetta della gendarmeria, responsabile dell’operazione di sgombero, per questo la famiglia non crede alla morte accidentale, per una caduta in acqua. Né tanto meno al ritrovamento casuale nel fiume, in un punto più volte ispezionato e che si trova 300 metri a monte del luogo dove Santiago è stato visto l’ultima volta.
L’accusa è che il governo, dopo aver coperto per oltre due mesi gli agenti che avevano arrestato il giovane, abbia fatto ritrovare volutamente il cadavere, per risolvere il problema delle accuse di insabbiamento che diventavano ogni giorno più stringenti. E lo abbia fatto alla vigilia del voto, per dare prova della propria buona volontà e determinazione a far luce sulla scomparsa del giovane e capitalizzare il ritrovamento dal punto di vista elettorale. Quello stesso governo che per due mesi ha continuato a sostenere che Maldonado si fosse allontanato volontariamente, accusando la famiglia di intralciare le indagini e seguendo piste fantasiose di avvistamento in Cile o in altre zone del paese, subito smentite dai fatti.
I più accaniti supporter del presidente Mauricio Macri erano arrivati ad affermare che in realtà Santiago Maldonado non esisteva e che la sua scomparsa era una fake news creata dall’opposizione. Ora, invece, sostengono che a ucciderlo sia stata una fantomatica “gendarmeria parallela” al servizio del kirchnerismo, allo scopo di gettare fango sull’operato del governo.
La famiglia continua a chiedere giustizia e accusare allo stato. Sergio Maldonado, il fratello di Santiago, ha criticato la telefonata di condoglianze fatta ieri a sua madre da Macri. “Mi è sembrata una bassezza”, ha detto. “Una grande ipocrisia. Mia madre non era emotivamente in grado di rispondere a tale telefonata. È qualcosa di perverso, c’è un limite a tutto. Non si sono mai preoccupati per noi e ora, due giorni prima delle elezioni, usano politicamente il corpo di mio fratello”.
Difficile, quindi, dire se questo ritrovamento, che pesa come un macigno sul voto di domani, avvantaggerà davvero il partito del presidente Macri o se invece non si rivelerà un boomerang.