L’ENNESIMA TRAGEDIA TRA CRISI DEL LAVORO E DEPRESSIONE

DI GERARDO D’AMICO

È un orrore che lascia senza fiato, la tragedia di Como, tre bambine morte assieme al padre in un incendio probabilmente appiccato dall’uomo stesso, una quarta gravissima in ospedale.

Noi possiamo solo guardare da fuori questo scempio di esseri umani, e provare un profondo senso di pietá anche per la mano che ha reciso oltre alla propria la vita dei suoi figli: quanta disperazione dovrà aver avvelenato quel cuore, porte e finestre erano già sbarrate sul futuro, prima che divampasse l’incendio.

Una moglie da mesi in ospedale per depressione, lui senza lavoro, neppure i soldi per pagare la mensa alle bambine, a scuola. Faccio qualunque cosa, aiutatemi, a me sembra di vederlo e di sentirlo mentre provava con tutto se stesso ad annaspare coi suoi pesi addosso, tenendo la famiglia a galla.

Neppure a Como, neppure nella ricca Lombardia c’è stato evidentemente una possibilità per questo padre e marito e uomo disperato.
Ma quello che è più grave, intollerabile in un Paese civile, in una Regione che ha il reddito procapite più alto dei francesi, è che le istituzioni locali non abbiamo lanciato una corda, a quest’essere umano che stava affogando.
Era in affitto presso un ente benefico, e questo almeno dava un tetto alla sua famiglia: ma il resto? Gli altri?
I servizi sociali, l’assessorato comunale, i vigili: quanto si sono interessati, visto che di mezzo c’erano pure quattro minori, e cosa hanno fatto, per evitare questa tragedia?

Arrendersi alla sconfitta portandosi dietro le sole cose care, i figli: lo fanno spesso, i suicidi, perché sono convinti che se i piccoli non riuscivano a sopravvivere con il loro aiuto, non avrebbero avuto possibilità, alla morte del genitore.

Nessuno dovrebbe morire, nell’ultimo dei Paesi in via di sviluppo come nella benestante Como, perché non riesce a mettere in tavola qualcosa da mangiare, perché a scuola ti chiedono la retta per la mensa, perché non hai un lavoro.

Tutto questo immaginiamo, col cuore gelato, spettatori di questa tragedia.