SECONDO PADOAN NOI CITTADINI MORIAMO TROPPO TARDI

DI CARLA VISTARINI

Padoan: “Gli Italiani muoiono troppo tardi”. L’ha detto davvero. Finalmente gli è scappato di bocca quello che ci stanno facendo capire ogni giorno a furia di tagli alla sanità, innalzamento dell’età della pensione, tagli ai servizi e commenti con facce da funerale sulla nostra longevità. E ha ragione, povero Padoan. L’ha dovuto dire papale papale perché da quell’orecchio non ci sentivamo. Moriamo troppo tardi, cari concittadini. Siamo pesanti. Dobbiamo morire prima. Al più presto. Quando, direte voi. Dunque, indicativamente è comodo per loro che restiamo vivi fino a che paghiamo tasse e contributi. Dal giorno dopo, cioè quello in cui non ci si fa più e si dovrebbe andare in pensione, allora possiamo morire tranquilli. Ci leviamo dai piedi e non se ne parla più. Perché è tutta colpa nostra se va male tutto, capito? Non è colpa loro, no. Loro non sono affatto incompetenti, corrotti, esperti di clientele, collusi, no, no. Siamo noi il guaio. Perché moriamo troppo tardi. (qui ci sta bene un cornetto rosso e un qualsiasi scongiuro, a scelta)
Nel frattempo il ministro della repubblica Padoan si ricordi che ha quasi 68 anni, e si legga il bellissimo racconto “L’esame” di Richard Matheson, e cominci a tremare.